Nessuna gaffe, quelle cose le pensano davvero

«Venghino, signori, venghino: qui c’è l’aria buona, il cibo migliore e gli ingegneri li paghiamo con le mance e i gettoni del telefono, che tanto nell’iPhone nuovo che abbiamo comprato con i soldi risparmiati non servono più». L’ironia è banale e di scarsa qualità, lo so, ma ancor più triste è la brochure fatta fare e distribuita dal Ministero dello Sviluppo economico per promuovere la sua campagna rivolta agli imprenditori internazionali Invest in Italy.

«Un ingegnere in Italia guadagna mediamente in un anno 38.500 euro, mentre in altri Paesi lo stesso profilo ha una retribuzione media di 48.500 euro l’anno», si legge lì sopra. E ancora: «I costi del lavoro in Italia sono ben al di sotto dei competitor come Francia e Germania. Inoltre, la crescita del costo del lavoro nell’ultimo triennio (2012-14) è la più bassa rispetto a quelle registrate nell’Eurozona (+1,2% contro +1,7)». No, nessun errore e nessuna gaffe; chi ha scritto quelle cose vede davvero nella scarsa retribuzione di noialtri un vantaggio “di sistema”. Se pensavate di potervi lamentare nel confronto con i vostri omologhi al di là delle Alpi, rallegratevene: è la vostra busta paga light il motivo per cui in Italia accorreranno investitori da tutti i luoghi del mondo.

Che poi i salari qui siano bassi da sempre e i fantomatici investitori non arrivino è un dettaglio, o l’effetto della congiuntura negativa unita all’instancabile lavorio iettatorio di gufi e rosiconi. Al Mise e al Governo ne sono convinti: pagare poco i lavoratori è segno di modernità, tanto cool in tutto il globo da poterlo usare come arma di richiamo in una pubblicazione patinata rivolta ai tycoon di ogni dove.

E se fino a qui ho giocato sul filo d’una triste comicità, il dramma è nella realtà a cui poco prima accennavo. Loro, quelli che hanno pensato e distribuito quell’opuscolo, ci credono realmente, e lealmente sostengono la tesi, non nuova in economia e non del tutto arbitraria, che vuole connesse al basso costo del lavoro le strategie di investimento dell’impresa. È un paradigma che è legittimo sostenere (per quanto ci saranno sempre, e ci sono già, ingegneri che costano meno, quindi per le nazioni è palesemente inutile inseguirlo), e c’è chi lo sostiene.

Solo che, di norma, questi si trovano a destra. Appunto.

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