Ma non doveva copiarcelo mezza Europa?

Nei reportage della festa nazionale de l’Unità a Catania ho letto che Renzi sarebbe pronto a discutere su eventuali modifiche e miglioramenti all’Italicum e che, sempre a detta del segretario, proprio il Pd farà ufficialmente proposte in tal senso. A me quella legge non piace, e anche se non c’è mai limite al peggio, dubito che possa uscirne una di qualità più bassa a seguito di ulteriori cambiamenti. Quello che mi stupisce, però, è che la cosa venga detta con una leggerezza che ha dell’incredibile. Ma non era, quello su cui il Governo s’è giocato le sedie ponendo la “questione di fiducia”, un sistema così efficiente che mezza Europa ce lo avrebbe copiato? E lo si cassa così, a poco più di due mesi dalla sua entrata in vigore? Senza nemmeno provarlo?

Meno male che esponenti del ragionamento politico elevato come Vincenzo De Luca non si curano di commentare facezie del genere, altrimenti potrebbe candidare quanto sta accadendo al «festival internazionale della cialtroneria». Lancia in resta e bastonate sulle gengive a tutti quelli che si permettevano di obiettare ai peana sull’eccezionalità della classe dirigente che aveva fatto la legge elettorale che l’Italia aspettava da settant’anni (la numerologia è una componente precipua di questo Governo), e oggi quella stessa élite mette da parte il suo realizzato senza aver nemmeno avuto modo di capire se e come funzioni? Roba da far sbellicare i gufi dalle risate.

In verità, dubito che il presidente del Consiglio sia seriamente intenzionato a cambiare la legge elettorale. Almeno in modo sostanziale, intendo. Dal mio punto di vista, la sua è solo una mossa per assicurarsi il voto della sua minoranza interna su altre cose che gli interessano di più, a partire dal referendum sulla sua riforma costituzionale, e allo stesso tempo, «com’è umano lei!», per offrire agli stessi oppositori dem un vessillo di carta da issare sui loro bastimenti senza equipaggio al momento dell’inversione di rotta rispetto alle altisonanti prese di distanza dal “combinato disposto” di riforme e Italicum.

E poi, perché cambiarlo, soprattutto ora che i sondaggi danno il Pd in risalita sul M5S?

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