I costumi non si decidono per legge

L’idea per cui la legge, nelle sue facoltà positive, sia in grado di cambiare costumi e culture è un limite che l’Illuminismo ci ha lasciato, e non poteva non esser in Francia lo strascico maggiore di questa visione. Semmai, al contrario, è la legge che si adegua e cerca di “normare” comportamenti e situazioni esistenti, senza eccezione alcuna per le pratiche e le disposizioni delle differenti religioni, cercando, quando esse sono in disaccordo con i comportamenti più accettati o praticati, di attenuarne portato e potenza. Sul divieto di indossare il burkini in spiaggia, di conseguenza, sono abbastanza dubbioso, per non dire apertamente contrario.

Chiariamoci: a me i veli non piacciono, ma se qualcuna o qualcuno vuole portarli, affari suoi. Ancor meno mi piacciono quelli imposti, da una cultura o da una persona, come non mi piacevano gli scialli scuri ripiegati sul capo delle donne delle mie parti, delle quali, anche vicine, non ho mai saputo lunghezza e colore dei capelli. Però, pure qui, non sarà, come non fu nelle nostre campagne, una legge a toglierli. Anzi, quella potrebbe peggiorare la situazione. Cosa credete infatti che accadrà alle donne a cui qualche governo in crisi di consensi o qualche forza politica alla ricerca di voti vorrebbe proibire il burkini? Pensate che si riveleranno libere emule di Brigitte Bardot e Ursula Andress, o più semplicemente si terranno, per scelta o imposizione, lontane da lettini e ombrelloni? E in quel caso, la vostra stanca e normalizzata emancipazione avrà fatto un passo avanti o uno indietro?

La legge sulla via della parità deve garantire condizioni paritarie, appunto, non imporre in un senso o nell’altro. Perché, alla fine, in un senso o nell’altro, allungando o accorciandone le vesti per decreto, è sempre sul corpo delle donne che si sta giocando quella battaglia, e a me non piace. Obbligarle a coprirsi fino a farne dei fantasmi o volerle nude per vendere, col desiderio sessuale, quella carne e qualsiasi merce ci venga in mente, dallo yogurt al silicone, sono vizi della medesima cultura maschilista. Che in questa, chi la pratica, fa a gara a chi ce l’ha più corto, lo sguardo, velando la propria donna perché non la guardi con voluttà un altro uomo, come se lei non potesse guardare con identico sentimento un corpo, maschile o femminile, già scoperto, o portando gli occhi lussuriosi sulla pelle di quelle che considera funzionali al suo piacere, quasi a dimenticare che è lui l’unico anello debole, e perfettamente funzionale, del meccanismo che lo costringere a desiderare ciò che altri desiderano che faccia.

E quindi, sto dicendo che mi vanno bene le cose così come sono? Nient’affatto. Ma è attraverso la promozione di una cultura diversa che si arriva all’emancipazione. Ci vogliono scuole e insegnamenti, capacità di confronto e tempi lunghi per raggiungere risultati duraturi in quei campi. La logica semplificata per cui, fatta la legge, raggiunto lo scopo è una banalizzazione che lascio volentieri ad altri perseguire.

Ah, quasi dimenticavo. Quanto poi ai valori di rispetto dell’altro e integrazione dei quali la Francia di cui discutiamo si fa da tempo portatrice e paladina, come se nessun altro nel mondo fosse capace di altrettanta apertura mentale e disposizione al dialogo, credo che siano gli stessi che quotidianamente vengono messi in pratica verso chi chiede aiuto alle sue frontiere.

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2 risposte a I costumi non si decidono per legge

  1. Fabrizio scrive:

    Noi decidiamo e tu?
    Tu sei un bene per me! Lo decidiamo unitariamente “noi “ perché “tu” non parli la nostra lingua.
    Che differenza sostanziale , materiale e spirituale , c’e’ tra Salvini e il Presidente della Repubblica Mattarella?

    Salvini , poco giusto e molto sbagliato , e’ quello li………… ; il Presidente della Repubblica Mattarella , poco arbitro e molto figurativo , e’………..” ai posteri l’ardua sentenza “.

  2. Enrica scrive:

    La cosa più importante per queste donne è il grande passo avanti che le ha portate in piscina o sulla spiaggia con estranei alla famiglia. E’ tanto difficile capire che così tarpiamo loro le ali, cancelliamo una conquista che a noi sembra piccola, ma a loro certamente è costata tanta fatica?

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