Quei toni che cambiano a tono

Ricordo d’aver letto anni fa in un libro di storia di come, e con quale differenza di toni, i giornali francesi riportarono progressivamente l’evolversi del racconto della fuga di Napoleone dall’isola d’Elba. Prima deriso come evasore, poi temuto come pericolo, infine osannato come trionfatore, almeno per quei “cento giorni” che separarono l’ingresso a Parigi dalla disfatta di Waterloo. Ogni volta è così: si difende o si aggredisce qualcuno non a seconda delle proprie convinzioni, ma in relazione al suo status. E le vicende che coinvolgono l’attuale presidente del Consiglio, in questo, non fanno eccezione.

Martedì scorso, Ezio Mauro, per criticare il renzismo, ha parlato di «cambiamento per il cambiamento, dunque soprattutto anagrafico, spesso con una donna al posto di un uomo» e ha spiegato che «governare senza una storia politica a far da cornice e dei valori di riferimento, diventa un’interpretazione autistica, staccata dal corpo sociale». All’inizio di questa stagione che ora par volgere al desio, un senatore dissenziente disse cose non dissimili; in un turbinio di urla rapaci e nello sventolare di copertine di Repubblica, fu sbranato nell’arena dal leone allora ruggente, forte con dietro una quinta numerica con percentuali in maiuscolo. Ora, che della fiera felina la criniera è meno folta, in quelle stesse sedi sembra che nessuno se ne curi, e il silenzio a stento copre il rumore delle pagine voltate dall’aria mossa dalle correnti.

La storia, purtroppo, è un ripetersi stanco di sentimenti analoghi. Ieri le parole di Corradino Mineo erano insulto sessista e disprezzo verso i disabili (e non era vero), oggi nessuno scorge quei caratteri nelle parole dell’ex direttore de la Repubblica (e non ci sono), domani, se Renzi avrà la ventura di ritornare il Re Mida di prima o la triste sorte di finire rimosso da un suo compagno di partito con tanto di hashtag rassicurante, cambieranno verso le opinioni facendosi lodi o correndo a inventarsi tanti “a me non era mai piaciuto” palesemente falsi.

Nulla di nuovo sotto questi cieli. Spesso tanto di peggio, però.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica, società, storia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Quei toni che cambiano a tono

  1. Fabrizio scrive:

    Papa Francesco ha detto:
    Serve un nuova UE ; piu’ Creatività ; la Chiesa deve chiedere scusa ai gay che ha offeso.

    Altri attori politici hanno detto che servono politiche sociali, culturali ed economiche.
    Basterebbe poco , con vera umiltà e semplicità , dare credibilità/affidabilità al progetto Integrazione Comunitaria per il Bene Comune.
    Basterebbe una creatività politica aggregata ad una redditività delle politche sociali e culturali.
    Diritto inviolabile : dignità/libertà umana da rispettare e tutelare
    Legge comunitaria sul minimo reddito garantito nel rispetto del principio di cittadinanza eurozona e tutelata nel rispetto del principio di personalità europea del diritto.

    Diritto inviolabile: uguaglianza/solidarietà umana da rispettare e tutelare
    Continua……………………………

  2. Fabrizio scrive:

    Uguaglianza/Solidarieta’ attraverso una legge europea sulla sostenibilita’ sociale nel rispetto del principio assistenziale e tutelata dal principio di precauzione eurozona

  3. Fabrizio scrive:

    Diritto inviolabile:cittadinanza/giustizia umana da rispettare e tutelare
    Legge europea sul minimo benessere culturale nel rispetto del principio di proporzionalità sviluppo europeo e tutelata dal principio della legalità eurozona.

Lascia un commento