Sempre nuovi volti per il talent della politica

In questi giorni gira un video (che non riprenderò perché l’avrete già visto) di uno studente dell’Università di Catania che contesta la riforma della Costituzione alla presenza della ministra Boschi, immagino in tour propagandistico per le ragioni del “sì”. E sempre sui social, ne gira anche un altro (ma non ho alcuna voglia di guardarlo) in cui la più potente dei ministri, l’icona del nuovismo di governo, il volto del renzismo realizzato nella pratica del comando, si dimostra capace di spiegare le sue ragioni a un ragazzo: wow, dev’essere davvero in gamba!

Tutta questa teoria di filmati e contro filmati diffusi e riprodotti per dimostrare se sia meglio un universitario, già in predicato di diventare personaggio televisivo, che critica un ministro o la titolare delle riforme, spesso ospite di talk show e giornali, che sa spiegare cosa contenga una norma che porta il suo nome, m’ha fatto tornare in mente un altro incidente della storia di alcuni anni fa. Quello in cui una giovane segretaria di circolo friulana contestava l’allora segretario reggente del Pd, Franceschini. L’eco di quella performance fruttò alla protagonista, un posto nelle liste per le Europee e un buon battage pubblicitario per la successiva campagna elettorale. Perché ormai la politica è così, e quello è il percorso di selezione dei quadri e dei dirigenti: un talent show con tanto di audizione rilanciata sui social.

Voglio dire che quel ragazzo ha sbagliato? No, vorrei dirgli: “giovane amico, lascia perdere quella strada. Finirai a farti scegliere per la tua voce prestata a cantare canzoni scritte da altri. Fai la fatica di costruire da te i tuoi testi e le tue musiche, e lascia a loro il successo facile con annessi applausi e vendite di dischi. Quello dura poco, e ciò che rimane non ne vale la pena. Con le parole di Gramsci ti direi agitati, organizzati e studia, ma temo sia troppo vecchio pure per darti consigli, per quanto i miei quasi quarant’anni siano poco più dei tuoi”.

In fin dei conti, se questo è il tempo, quelli saranno i costumi.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica, società e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento