Staino, Bersani e la Siberia amena

A Staino che dalle pagine del Corriere della Sera aveva auspicato il confino nelle fredde lande della steppa per la minoranza interna del Pd, Bersani ha risposto durante la trasmissione di La7, Otto e mezzo, con un non tanto ironico «in Siberia ci siamo già». Simpatici, quei due, così belli nel loro trattarsi «come due vecchi che si sono amati tanto», per restare alle parole di un’altra icona di quella che fu la sinistra in questo Paese.

Diciamo che i due non sono però gli unici ad aver usato, fra il serio e il faceto, espressioni così dure. Appena dopo il referendum sulle trivelle, infatti, Renzi aveva invocato una moratoria sugli attacchi reciproci fra le due parti del partito (calembour che capitano). Passati pochi giorni dai proclami pacifisti, il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, regione capofila per i quesiti referendari, Piero Lacorazza, è stato sostituito da un esponente centrista (in questa fase della sua vicenda politica, essendo Francesco Mollica stato anche verde e di sinistra), e il probabile candidato al congresso per i già bersaniani, Roberto Speranza, non ha certo cesellato la critica, tanto da parlare di «epurazione» a seguito proprio delle sue idee sulle concessioni petrolifere. Mi chiedo, però, in un partito che confina o epura i dissidenti interni, almeno stando alle dichiarazioni della passata maggioranza dem, come si possa rimanere? Per di più essendo, per propria stessa ammissione, fra gli epurati e i confinati.

Per carità, ognuno ha i suoi gusti. Ma io, pure nei miei periodi di maggior distanza da quel partito ora guidato da Renzi, mai ho immaginato di definirlo una sorta di nuovo stalinismo nascosto fra primarie e “leopolde”. Per molto meno di quello che Bersani, Speranza e soci dicono sia stato fatto loro, io ho salutato e me ne sono andato, peraltro, completamento del paradosso, sentendomi chiamare, io che rinunciavo al partito responsabili delle angherie di cui parlano, “masochista”.

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2 risposte a Staino, Bersani e la Siberia amena

  1. Enrica scrive:

    Fa davvero male vedere con quanto cinismo e disprezzo vengano trattati quelli che dignitosamente se ne sono andati, prima di essere epurati. Da “Fassinachi?” al
    “ragazzocivati” . L’uno e l’altro credo meritino invece il rispetto dovuto e chi non china la testa e non sale sul carro del vincitore.

  2. Fabrizio scrive:

    Il sibilante anemo “il Renzi”, viaggiatore nel tempo , ha detto:
    nel 2017 meno tasse per il ceto medio e equitalia nel 2018 forse non ci sara’piu’.
    Se questi annunci siano duttili e segaci non sta a me e non solo, giudicare!
    Io vedrei molto duttile e segace aumentare le tasse ai ricchi per dare piu’ ricchezza (Crescita) al ceto povero e piu’ sviluppo (benessere) al ceto medio.
    Io vedrei molto duttile e segace rinnovare equitalia da agenzia delle entrate in agenzia delle uscite in equilibrio ( statico/dinamico) con l’innovata agenzia delle entrate equipolitica.

    p.s. La storia rinnovellata , continua………y

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