L’union sacrée

“In questo momento bisogna andare oltre i partiti politici, la città ha bisogno di qualcosa di più. Devono stare insieme persone che hanno veramente qualcosa da dare alla Capitale, in primis alle periferie ormai in uno stato di degrado molto grave”. E se Marchini  “non si spiaggerà sul centrodestra come candidato marchiato, Pd e Forza Italia potrebbero appoggiarlo. Una strada percorribile, se si riesce però a fare un azzeramento delle classi politiche che hanno governato questa città”. Anche perché “se no, vince il M5S”.

Sono d’accordo, a Beatrice Lorenzin questa cosa della convergenza su Alfio Marchini di Pd e Forza Italia le è un po’ scappata. L’altra invece no. Quel suo “se no, vince il M5S” non è affatto voce dal sen fuggita, anzi. Sembra, quello spettro agitato a terrorizzare tutti e tutto, il nuovo mito fondante del potenziale (in parte già in atto) Partito della Nazione: uniti nel sacro valore del bene del Paese, ma soprattutto, uniti se no vince Grillo. La paura dell’altro, insomma, si fa collante per una composizione eterogenea che ha bisogno di un nemico alle porte per giustificare se stessa.

Peggio della peggiore versione comica delle unioni antiberlusconiane, e non parlo delle esperienze Prodi, che un programma ce l’avevano e pure di alto livello, ma della tristezza assurda del basso cabotaggio alla Rutelli (magistralmente chiusa nell’interpretazione satirica di Corrado Guzzanti) o di quel incomprensibile appello al voto utile di Veltroni, che prima ebbe la “vocazione maggioritaria” e poi scoprì che esistevano anche gli altri, l’unica cosa che dà senso all’attuale e futuribile maggioranza di governo non sono le cose da fare, quelle “riforme che l’Italia aspetta da venti, quaranta, settant’anni e che non si sono fatte perché c’erano i frenatori in combutta con i gufi e allenati dai professoroni rosiconi e professionisti della tartina”, ma la paura che vinca qualcun altro. La dico meglio: la strizza di perdere, e non solo le elezioni, pure il potere, il governo, i seggi, i posti, i ministeri, le poltrone, le nomine, gli emolumenti, eccetera, eccetera, eccetera.

Roba che si capisce subito, e che tenta molti.

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2 risposte a L’union sacrée

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  2. Franco scrive:

    Bisogna sempre tener presente che il mestiere di politico è altamente precario, e forse ci vorrebbe una legge a favore degli esodati politici.
    La rottamazione renziana ha messo in moto molte iniziative centrifughe che riaggregano, rimescolano, dividono tutti i settori e partiti politici, credo molto più di quello che poteva immaginare lo stesso Renzi anche perchè sono diventati variabili i comportamenti degli elettori, almeno finchè ci saranno elezioni.

    Saluti.

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