Per cambiarlo da dentro, certo

“Il Paese deve cambiare e non può essere ostaggio dei ricatti della minoranza Pd”. Uno legge una frase del genere e pensa all’attuale gruppo dirigente del Nazareno che, dal commander-in-chief a scendere, non ha mai nascosto la volontà di “asfaltare” tutto e tutti quelli che gli si parassero davanti, soprattutto se dentro al loro stesso partito. Invece no, sorpresa (mica tanto): a dire quelle cose è il sindaco già leghista di Verona.

Che già qui ci si chiede: perché Tosi si preoccupa della minoranza dem? E se l’è chiesto anche chi lo intervistava. Anzi, gliel’ha proprio chiesto. Domanda: alle prossime elezioni, che farà? Risposta (letterale): “Se il Pd rimane quello attuale, con i pasdaran che vogliono un ritorno al passato, il dialogo è impossibile. Renzi è un ragazzo intelligente, sa che deve fare un passo avanti per togliersi la zavorra”.

Ora, il fatto che l’abbia detto Tosi non significa che Renzi la pensi allo stesso modo. Infatti, mai il presidente del Consiglio ha dato segnali di insofferenza verso la propria minoranza interna, men che meno ha pensato di liberarsene. Beh, forse non è proprio così; comunque, a Renzi basta che, al momento del voto, votino come dice lui, poi si perdano pure in mille distinguo. Di contro, però, se il soggetto politico che dovrebbe rappresentare la sinistra attira così tanto la destra, da Alfano a D’Anna, da Verdini a Tosi, appunto, uno che non ha esitato ad accompagnarsi a esponenti del panorama razzista e xenofobo degli skinhead nostrani, qualcosa non torna.

C’è da dire che il sindaco Tosi, quello a cui, con espressione colorita, Bossi imputava la colpa d’aver “portato i fascisti nella Lega”, ha decisamente preso le distanze dal suo ex compagno di partito Matteo Salvini, contro il quale, un giorno sì e l’altro anche, si concentrano le invettive degli esponenti piddini. Spero con motivazioni diverse, visto che lo scaligero accusa il meneghino d’essere un “comunista padano nonché leconcavallino”, insomma, troppo di sinistra per i suoi gusti.

Ma forse sono eccessivamente duro nel giudizio io, che dal Pd sono andato via e questo può aver influito sulle mie capacità di valutazione, non lo escludo. E magari, invece, han ragione quelli che han scelto di restarci nel partito di Renzi, per cambiarlo da dentro. Insieme a Tosi, certo.

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1 risposta a Per cambiarlo da dentro, certo

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