Meno male che Silvio non c’è

E pensare che c’è stato un tempo in cui quelli che oggi fanno le leggi avversavano e criticavano chi approvava, o solamente tentava di far passare, provvedimenti non diversi. E con forza, mica alla leggera: poteva capitare di assistere a scene platealmente dure, di proteste di piazza e di Palazzo, portate avanti e sostenute da chi adesso spiega il contrario.

Per esempio, quando Berlusconi pensò solamente all’ipotesi della fiducia sulla legge elettorale, venne giù il cielo da sinistra. E non meno altisonanti furono le critiche per l’impossibilità di scegliere i parlamentari: “noi ai nominati”, dissero. Che dire delle reazioni ai tentativi della destra di modificare e abolire lo Statuto dei lavoratori, all’idea di porre limiti al diritto di cronaca in relazione ai casi giudiziari, ai tagli alla sanità e alla riduzione delle tasse sulle case dei ricchi, ché le due cose si tengono insieme, alle sperimentazioni di chiamata diretta degli insegnanti nelle scuole pubbliche e dei finanziamenti per le private, al sacrificio della tutela dell’ambiente sacrificata sull’altare della logica centralista e totalmente subalterna al profitto delle aziende private, al fare della Costituzione questione di partito, provando a modificarla in senso governista, così nel profondo da cambiare, in accoppiata col sistema di voto, l’assetto istituzionale dello Stato, come vien fatto ora, e per giunta da un Parlamento che dimentica di essersi formato nei numeri e nei nomi in base a una legge giudicata incostituzionale dalla Consulta.

Contro molte di queste cose, non pochi si stanno ancora mobilitando, con la forza e i modi che hanno e possono (a proposito, firmate a sostegno dei referendum; è per quello che siamo in strada ancora e di nuovo). I molti che stanno lì dove si vota quel che si vuole, evidentemente, hanno cambiato opinione, o non credevano prima in quel che dicevano.

Come dici Pier Paolo? La differenza è fra chi combatte il potere perché fa cose non condivise e chi solamente perché vuole farsi lui stesso quel potere? E lo so, lo so; ma mi piaceva credere il contrario quando me li ritrovavo intorno, dalla stessa parte e con le stesse parole, contro quelle cose che ora sostengono.

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