Per mari ignoti

Che spenga il sole al tramonto o che lo bagni al mattino,
è il forte senso di infinito che spiega ogni volta a rapirmi.
La paura di varcar il noto per cercare ancora, più lontano,
se può esserci del nuovo da conoscere, e se vale il partire,
il timore di perdere il certo e non trovare la rotta inversa,
è affare di chi ha qualcosa da perdere, ha un luogo sicuro
a cui far ritorno, come la nostalgia è sentimento da ricchi,
ché ai poveri basta la speranza che non sia tutto e solo qui.
Così guardo con fiducia al di là del mare, e cerco un modo,
perché un modo c’è, per andare anch’io dove chi ha teme,
dove anelan quelli che mancano di quanto serve a respirare.
E a volte è un “no” detto ai potenti, a quei signori del denaro,
che libera quelle energie che accendono la voglia di provare.
O forse pure questa è solo speranza; ma senza, che senso ha?
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