Tutto è dannatamente reale

No, non li vedremo mai in un film. Non vedremo mai gli emuli di Leonardo DiCaprio e Kate Winslet abbracciarsi con i capelli al vento sulla prua di un barcone. Non vedremo mai la ricostruzione di quelle traversate, la tragedia seguita ai momenti felici, perché momenti felici non ne hanno avuti. E poi, come lo fai un film se non sai come si chiama la nave, se ti manca la conoscenza del comandante, se non hai idea di quanti alla fine siano davvero i morti?

“Cercavano la felicità”, ha detto ieri Papa Francesco parlando dei 700, forse 900 morti in mare nella notte fra sabato e domenica, e credo consapevolmente intenzionato a tirare in ballo l’idea stessa di Occidente. Un’idea laica, evocata da quello che è sicuramente il leader religioso più influente, nata in seguito ai valori dell’Illuminismo, teorizzata nella temperie culturale di quella rivoluzione dei filosofi partenopei di cui fu una delle anime Gaetano Filangieri, messa nero su bianco in uno dei documenti simbolo delle virtù del mondo libero, la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, da Thomas Jefferson e Benjamin Franklin. Cercavano la felicità, cercavano il mondo nuovo, cercavano una vita diversa, come tutti coloro che, da sempre, si muovono in terra, come ininterrottamente ha fatto l’umanità, rendendo le migrazioni lungo la geografia la narrazione collettiva nella storia comune.

Quei morti, quei corpi che ancora galleggiano nel Canale di Sicilia, come quelli che da tempo si sono adagiati sul fondo, interrogano noi e il nostro modello di vita. Perché è per quello che muoiono. Perché al tempo che spreca beni e risorse nel superfluo non si riesce a trovarne a sufficienza per chi avrebbe bisogno del necessario. Perché per noi che non siamo disposti a rinunciare alla minima comodità ci sono milioni e milioni di persone che non hanno nulla con cui placare i morsi della fame. Perché per ognuno che giudica “diritto” la fortuna di poter trovare tutto quello che gli serve a portata di mano c’è qualche miliardo di esseri umani che deve muoversi di chilometri e chilometri per provare a cercare quello che, per diritto, a nessuno dovrebbe mancare.

Ora in molti piangono per quei morti. Se fossero arrivati vivi, sarebbero stati un problema, con sindaci e presidenti di Regione pronti alle barricate pur di respingerli, o comunque non accoglierli sul proprio territorio. C’ha pensato il mare, come oltre mille e seicento volte ci ha già pensato dall’inizio del 2015, e il fatto che nello stesso periodo dell’anno precedente gli annegati furono qualche decina, un paio di cose vorrà pur dirle.

Ma nessuno ha colpa, o questa è sempre di qualcun altro. Dell’Europa, dicono i politici nostrani, come se non fossero anch’essi rappresentanti di quell’Unione che spiegano “matrigna”, quasi non fossero loro a rappresentarla, guidarla, esprimerne il governo e indirizzarne le azioni e i provvedimenti.

No, non li vedremo mai in un film. E tutto rimarrà sullo sfondo di notizie indefinite e senza volti. Le cose ritorneranno nel silenzio, come se, al ritirarsi dell’onda dell’emergenza che si fa spettacolo macabro, tutto rifluisse placidamente sotto la calma apparente di quel maledetto braccio di mare, allontanandosi dallo scorrere quotidiano delle nostre vite, rimanendo, al massimo, una notizia in cronaca, dopo l’andamento degli indici di borsa e prima del campionato di calcio.

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4 risposte a Tutto è dannatamente reale

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  2. Fabrizio scrive:

    Dannatamente reale ieri ,oggi, ma ” oggettivamente parlando” soprattutto domani!
    Diritti umani sacrosanti , diritti e doveri “di mare “sacrosanti!
    Un Paese serio per prima cosa , pianifica , progetta e realizza un Ministero dell’Immigrazione e Protezione delle Frontiere Marittime annullando le competenze attuali del Ministero degli Interni.
    Fatto cio’ si va in Europa e si chiede l’adesione a UNHCR per tutti i 28 Paesi UE.
    Terza cosa si costituisce , in mare , una linea navale ” ambasciatrice ” avente gli stessi compiti di una normale ambasciata a terra.

  3. Fabrizio scrive:

    Cone realmente c’e’ USA UNHCR credo che sia dovere dell’UE pianificare, progettare e realizzare UE UNHCR.
    Nei Trattati UE non c’e’ solo politica economica e finanziaria ma ,in vitru’ del PATTO SOCIALE EUROPEO PER I DIRITTI DELL’UOMO , anche politiche etiche, sociali e culturali.
    Ad oggi abbiamo BCE ; domani , per un reale ed oggettivo progetto di Stati Uniti d’Europa ,BCE – UE UNHCR- e non solo !

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