Ma sì, forse è colpa nostra

Diciamola tutta: forse sbagliamo noi. Quelli che pensano che il corretto svolgimento della democrazia sia il confronto, e anche il conflitto, tra visioni diverse e divergenti, non la convergenza fra forze politiche differenti nell’unico principio del governo.

Noi che pensiamo che sia meglio non decidere il capo dello Stato insieme a colui di cui pochi mesi fa s’è votata la decadenza da senatore siamo in errore, di sicuro. Noi che pensiamo che forse, dato che la disoccupazione continua a salire perché continuamente vengono licenziati dei lavoratori, è difficile che la ripresa dell’occupazione passi attraverso l’allargamento delle possibilità di licenziamento sbagliamo. Noi che riteniamo che il legame e la fiducia fra rappresentanti e rappresentati non la ricostruisci attraverso sistemi con liste bloccate, elezioni di secondo livello, premi di maggioranza e canidature multiple abbiamo la colpa più grande per le difficoltà del Paese.

Dev’essere così, di certo. Altrimenti non si spiegherebbe perché ogni volta che si eccepisce qualcosa, saltano su in tanti a dire che parliamo in quel modo perché siamo “la solita sinistra del no, vocata al minoritarismo”.

Però c’è una cosa che non capisco: se tutto ciò che di male accade è colpa nostra e se siamo minoranza perché minoritari, come mai, visto che a essere maggioranza, perché con la vocazione maggioritaria, sono coloro che di quelle colpe non portano segno, dato che mai sbagliano, la situazione non è ottimale? A meno che, ovviamente, non sia proprio e solamente questo che abbiamo l’ottimo a cui essi mirano o sanno arrivare.

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