Guardando la fine del mondo

Ho guardato la fine del mondo, del nostro.
Nel plauso al ministro che chiude i musei
per Natale e Capodanno, dato senza pensare
al cameriere che serviva il cenone e il pranzo.

Nel consenso al taglio dei diritti e delle risorse
per gente che è sempre altra, fino a capire
che a furia di altri si finisce per giocar a perdere,
perdendo sé stessi e la via per potersi ritrovare.

Nel lamento della cassiera per il bar chiuso,
del barista per il supermercato non più aperto,
nel poliziotto in sciopero contro il governo
che difende dalle manifestazioni col manganello.

Ho visto il mondo finire in chi cerca una villa,
ma s’inquieta nel guardare il suolo consumato,
quasi che quel che lui vuole trovare nel verde
non sia ulteriore terreno che andrà per lui soltanto.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, poesia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento