Ma perché, qualcuno se le aspettava prima?

Probabilmente sarà perché non sono più tanto giovane, e quindi ho come l’impressione che le settimane e i mesi, per non dire gli anni, scorrano sempre più veloci. Forse è così, e magari è per quello il 2014 a me pare già praticamente finito.

Altrimenti, non saprei spiegarmi come mai ritenevo da sempre scontato che, qualora l’avesse fatto, Napolitano non si sarebbe mai dimesso prima di fine anno. E non solo io, immagino, visto che i commentatori che ponevano quel gesto come imminente, non facevano che inserirlo come probabilità di annuncio durante il tradizionale messaggio di San Silvestro. Quindi, perché far precisare al Quirinale che il capo dello Stato non lascerà il suo incarico prima della fine del semestre di presidenza italiano del Consiglio dell’Unione europea, che scade, appunto, il 31 dicembre?

Che poi, anche l’importanza di questo semestre io l’avrei un po’ ridimensionata. Insomma, si sono generate tante di quelle aspettative che, a giudicare dai risultati vani e minimi, la delusione è normale, ed era anche abbastanza facile prevedere. Dopotutto, che quella presidenza fosse poco più di una formalità, lo sapevamo: se fosse qualcosa di più, non sarebbe esercitata a turno secondo una rotazione paritaria, senza alcuna considerazione del peso, specifico o assoluto, dello Stato che la ricopre. Possiamo dire, quello sì, che è stata la perfetta pezza a colore per tacitare quanti chiedevano un rapido ritorno alle urne con una nuova legge elettorale.

A proposito di legge elettorale, ma non era stata approvata a marzo, quando Renzi festeggiò con il solito tweet annunciante #laSvoltabuonaPolitica 1 ~ Disfattismo 0”?

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