Sì, ma noi che facciamo?

Stamattina, rispondendo a un commento a un mio post, scrivevo: “la lotta al bicameralismo perfetto è un falso problema, assurto a battaglia della vita da chi dovrebbe risolverne altri, e forse non sa da che parte iniziare. (Se le soluzioni non arrivano) non è colpa del sistema, ma di chi in quello è sistemato”.

Poi ho letto, su Tagli, quest’articolo del sempre bravo Domenico Cerabona: Il Senato: ecco come Renzi distrae l’occhio di Sauron.

Ora, confesso che avere la stessa visione degli eventi di un togliattiano amendoliano fuori tempo massimo, così come io sono lombardiano e ingraiano, un po’ mi disorienta.

Ma a parte questo (e a parte il fatto che io non ho la medesima cultura cinematografica e fantasy; tutt’al più, avrei citato Andersen e I vestiti nuovi dell’imperatore), la domanda che mi e gli pongo è: noi che facciamo?

“Anche le mandrie rompono gli stabbi”, e noi? Sì, lo so che citarti Scotellaro, tanto caro a Levi, è un colpo basso. Ma davvero, Domenico: e noi?

Renzi ha letto come licenza onnicomprensiva il voto delle Europee. Una sua forzatura, certo, ma prevedibile. Se si continua a sostenere lui, il suo governo e tutti i suoi provvedimenti, come credi leggerà questo sostegno? E giustamente aggiungo. Come sta leggendo il fatto che, praticamente, all’interno del partito (tranne alcuni folli, curiosamente dileggiati più da chi contesta Renzi e diceva di opporsi che dallo stesso segretario) non ha nessuna opposizione in grado di impensierirlo?

La fedeltà alla ditta è un valore altissimo, e lo dico senza ironie. Ma dalle riforme della Costituzione al “decreto Poletti”, si sta facendo carne di porco di tutto quello in cui credevamo; davvero poi potremo parlare ancora dei nostri valori, adducendo come scusa un improbabile “rispettavamo solo il principio di maggioranza”?

E visto che siamo nel difficile dell’ipotetico avvenire, se si dovesse tornare a votare, sosterremo chi si dirà alternativo alla destra, dopo esserne stato alleato per tre anni e altrettanti governi, e si promette di esserlo ancora per quattro, scegli tu se governi e anni? Chi ha approvato una legge elettorale che contestiamo e sta approvando una riforma costituzionale che ci fa venire travasi di bile a ogni voto? E mettendola giù ancora più pesante: voteremo per Renzi e poi ci fingeremo stupiti e indignati, ma limitando la protesta a Facebook e Twitter, perché vorrà realizzare le cose che sta già realizzando o cercando di fare?

Ma sì, forse sono solo critiche da social anche queste. D’altronde, né tu, né io siamo chiamati a decidere. Però ci pensavo un po’ su, e un po’ mi dispiace per come stanno andando le cose. Perché qualcuno pensa che chi critica lo faccia sempre e solo per danneggiare, mentre può accadere che lo faccia per avvertire del rischio, e perché anche la lealtà è un concetto importante, e può capitare che questa imponga anche di dover dire dei “no”, ed essere a questi consequenziali.

Come quella poesia del Tricaricese a cui questo post ha preso in prestito il titolo: ““Noi pur cantiamo la canzone/ della vostra redenzione./ Per dove ci portate/ lì c’è l’abisso, lì c’è il ciglione./ Noi siamo le povere/ pecore savie dei nostri padroni”.

Ah, quasi dimenticavo: ci dobbiamo ancora vicendevolmente una birra. A presto.

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