Vox clamantis in deserto

           Forse sono solo questo, la voce di uno che grida fuori dal tempo e dal mondo, ma queste parole che sto scrivendo non riesco a tenerle dentro.
           Quando la Lega dice che il suo popolo è diverso dagli altri ha ragione: io non sono come i cittadini di Adro, nel bresciano, che per due volte hanno scelto chi, come appunto il sindaco del comune lombardo Oscar Lancini, si propone come obiettivo la caccia all'immigrato, chi propone 500 euro di premio ai vigili che scoprono e denunciano un clandestino, chi ha rinunciato al contributo regionale di 50 mila euro per il bonus casa perché sarebbe stato per tutti, stranieri compresi, finanziandone uno comunale per soli italiani, e chi tiene a pane ed acqua nella mensa scolastica i bambini, figli di chi non ha pagato la retta.
           E non lo sono, come quei cittadini intendo, perché la notizia della vessazione (non trovo altri termini) sui piccoli m'ha indignato ed ho provato sollievo per una ritrovata speranza di civiltà quando ho letto la lettera del benefattore che si è offerto di pagare le rette dei genitori morosi.
           Il contrario di quanto hanno fatto i genitori degli altri bambini: soddisfatti del trattamento a pane ed acqua e indignati dall'intervento del finanziatore.
           E la loro giustificazione, se possibile, è ancora peggiore del fattaccio. Una madre alla tv, infatti, se la prendeva con un passaggio della lettera del filantropo, nella quale si diceva di voler pagare per i bambini i cui genitori "non possono o non vogliono": non si può andare incontro a chi non vuole, era il ragionamento della signora.
           Chi non vuole pagare sbaglia. Giusto. Ma è altrettanto giusto far pagare ai figli la colpa dei padri? Siamo davvero così barbarici? 
           Alla signora vorrei fare un esempio: se suo marito, magari piccolo imprenditore, evadesse il fisco, lei riterrebbe giusto che tutta la sua famiglia, bambini compresi, non potesse beneficiare di strade pubbliche, ospedali, scuole, servizi di polizia e tutto quanto quello che con l'evasione lui non ha contribuito a pagare? No, ci scommetto.
           Chi evade come chi non paga la retta potendo va punito: e chi lo nega. Quello che so è che non si possono colpire dei bambini per gli sbagli dei genitori. Non si può, in una società civile.
           "Non è da paese civile rifarsi sui bambini" dice don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Appunto, ma invece di sproloquiare a vanvera su embrioni e coppie di fatto, perché la Chiesa tace su queste questioni? Perché non s'odono le filippiche dai pulpiti contro queste storture? E' questo l'amore per il prossimo? Questa la carità?
           Non ho le prove, ma credo che molti di quei genitori che chiedevano il bistrattamento dei bambini di famiglie indigenti o morose per colpa abbiano firmato la petizione della Lega per il crocifisso nelle scuole. E se in quella scuola c'è il crocifisso, per favore, lo si tolga. Non si infanghi quel messaggio con bassezze simili: se quelli sono gli atti messi in pratica fra quelle mura, le stesse non meritano quel simbolo di carità ed amore per il prossimo.
           Se invece il messaggio della Chiesa è sintetizzato dalle posizioni di quei genitori furiosi, be' allora tutto è normale.
           Perché meravigliarci dei pestaggi di adolescenti ai barboni? Perché stupirsi delle violenze di gruppo su ragazzine o disabili? Perché allibirci alle notizie di indicibili soprusi sui più deboli? Se questa è la strada che tracciamo, lungo tale via cammineranno i nostri figli.
           E come, infine, potremo chiedere a quei bambini oggi umiliati per colpe non loro di rispettare le regole? Perché non dovrebbero ricambiarci la violenza subita? Per quale motivo, come novelli Shylock, non dovrebbero ricambiare con la stessa moneta chi si fa forte sulla loro debolezza?
           Etiamsi omnes, ego non. Non inseguirò mai il senso comune, se questa è la sua direzione. Capiamolo presto, per quei bambini e per tutti noi: dopo, se già non lo è ora, potrebbe essere troppo tardi. 

 

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