“Maanchismo”: una questione politica

        Spesso gli artisti colgono appieno il senso delle cose prima ancora che gli “addetti ai lavori” a quelle stesse cose se ne accorgano. E’ così perché gli artisti, tutti gli artisti, hanno una sensibilità che va ben al di là di quello che è il comune sentire. Va al nocciolo vero delle cose, al senso concreto e reale dei fatti. Superando quelli che sono i confini che spesso ci appaiono nel mondo, gli artisti arrivano a comprendere ciò che si nasconde in un gesto, in una parola, in un evento ben prima di tutti gli altri.
        E ci riescono semplicemente perché loro le cose le sentono, prima di saperle. Le conoscono perché con esse instaurano una relazione basata sul sentire, prima che sul sapere o capire, sui sensi e sul corpo prima che sulla mente e sul pensiero. Certo poi l’artista con le cose ci gioca per quello che esse sono. Non tenta di capirle nelle loro dinamiche di fondo: non gli interessa. Se si accorge che una cosa non va lo segnala, e gioca o denuncia quel qualcosa che lui sente non andare. Certo non ne indaga le causa, non è “affar suo”. Spetta poi ad altri rompere il giocattolo con cui l’artista gioca e capire cos’era che non andava o cos’era che faceva sì che quella cosa fosse come l’artista intuiva.
        A tutto ciò ho pensato in questi giorni, quando ho cominciato a riflettere sul fatto che il “maanchismo” che il comico Crozza vede alla radice dalla weltaschaung veltroniana, in fondo, coglie appieno l’essenza del nuovismo che spinge ed anima la politica del Pd. In sintesi, Crozza, spingendo al parossismo un intercalare spesso abusato da Veltroni, “ma anche”, ci dice che per il segretario del Pd, la politica deve pensare al bianco, ma anche al nero, ai lavoratori, ma anche all’impresa, ai laici, ma anche al Papa. Il “maanchismo” che Crozza coglie con impareggiabile simpatia rappresenta, in definitiva, l’aspirazione mai negata dei fondatori del Pd di costruire un partito universale, un partito buono per tutti, un partito che “non prende partito” sulle diverse questioni. Secondo quella prassi che un tempo avremmo definito “cerchiobbottismo”.
         E’ che questa sia la politica del Pd ce lo dicono i suoi stessi fondatori. Gli stessi che ci dicono che il Pd non può più essere di sinistra (si badi bene, “non può”, no “non vuole”) quando ci ricordano che il nuovo partito “deve essere in sintonia con la società” – Fassino – (ma la sinistra non nasceva proprio dall’istanza di cambiamento, di riforma della società?) o che il Pd deve essere “equidistante dalla società e dal lavoratore” – Veltroni – (ma la sinistra non nasceva dal movimento dei lavoratori e quindi stava nettamente dalla loro parte?).
        Quindi, e chiudo perché in questi giorni di Pd si parla pure troppo, questa idea di un partito equidistante da tutto e da tutti, o meglio, ispirato alla teoria “dell’equivicinanza” di memoria andreottiana, capace di non vedere alcuna contraddizione nel fatto che nelle sue liste siano candidati un operaio della Thyssen e Colaninno, perché “noi abbiamo un’idea della rappresentanza di un grande partito non settaria e non manichea” – Fassino –, od in quella sostanziata dalla diversa visione dei diritti individuali della Turco, in piazza (giustamente, aggiungerei) contro gli attacchi alla 194, e della Binetti, in piazza al family day, rappresenta la vera essenza della politica che si vorrebbe dare come unica alternativa agli italiani, anche a quelli di sinistra.
         E quindi, il “maanchismo” inventato da Crozza dovrebbe essere preso più sul serio, secondo quello che in effetti è: non una felice battuta di un bravo attore, ma una categoria politica vera e propria, improntata alla costruzione di un partito liquido, di plastica, che vuole essere in sintonia con una società non reale, ma (questa si) riformata e piegata sull’idea che vi possa essere nella politica una rappresentanza monca, costituita da due soli partiti, molto simili nelle proposte.
         Vi lascio con una riflessione che ieri faceva Paolo Bonaiuti (FI) e che più volte mi sono trovato a condividere (considerato che è ciò che è già avvenuto in altri contesti, come la Francia): diceva Bonaiuti ieri al tg “non capisco perché un elettore dovrebbe votare il Pd che fa le stesse proposte economiche, sociali e politiche di Berlusconi. Qual è la novità. E’ come fra un prodotto originale ed una copia made in China. Per quale motivo un cittadino dovrebbe scegliere un prodotto taroccato quando può avere l’originale?”.
         Appunto… 
Questa voce è stata pubblicata in politica. Contrassegna il permalink.

4 risposte a “Maanchismo”: una questione politica

  1. anonimo scrive:

    ci siamo ritrovati a scrivere un post sul nostro blog partendo da un presupposto condiviso sui nostri due ruoli. divertente.

    (https://www.blogger.com/comment.g?blogID=32171544&postID=2730083990638261203&pli=1)

    Ti lancio una piccola provocazione sul PD, con l’attesa del tuo successivo e scontato massacro: Non è che l’intenzione di tutti, dai Berlusconiani ai Veltroniani sia di demolire la politica (nel senso comune del termine) pensando ad un governo più tecnico, quasi da sindaco? Cioè che si dica “si si, noi siamo con tutti”, e poi vogliano agire secondo un programma di governo simile ad un planning aziendale di risanamento (utopico?), piuttosto che dividersi al solito le idee (che mi piacciuono) e ideologie (che non mi piacciuono) che dividono l’italia in schiere patetiche di guelfi e ghibellini (o, meglio, tifosi da derby)?
    Sarebbe così negativo come approccio (almeno temporaneo)?
    In quanti siamo a pensare che serva un cambiamento?
    Quanti sono più vicini al pensare che le cose vadano semplicemente “aggiustate”?

    Ultima cosa, prima di lasciarti:

    Al parte che immagino tu (solo tu?) pensi sia finalizzato ad un accordo di larghissima intesa, il fatto che si stia puntando a demolire la fase di demonizzazione dell’Altro non è una cosa positiva? al di la delle motivazioni?

    Se mi rispondi vai oltre all’ingenuità del commento, hai capito dove voglio andare a parare.

  2. anonimo scrive:

    ci siamo ritrovati a scrivere un post sul nostro blog partendo da un presupposto condiviso sui nostri due ruoli. divertente.

    (https://www.blogger.com/comment.g?blogID=32171544&postID=2730083990638261203&pli=1)

    Ti lancio una piccola provocazione sul PD, con l’attesa del tuo successivo e scontato massacro: Non è che l’intenzione di tutti, dai Berlusconiani ai Veltroniani sia di demolire la politica (nel senso comune del termine) pensando ad un governo più tecnico, quasi da sindaco? Cioè che si dica “si si, noi siamo con tutti”, e poi vogliano agire secondo un programma di governo simile ad un planning aziendale di risanamento (utopico?), piuttosto che dividersi al solito le idee (che mi piacciuono) e ideologie (che non mi piacciuono) che dividono l’italia in schiere patetiche di guelfi e ghibellini (o, meglio, tifosi da derby)?
    Sarebbe così negativo come approccio (almeno temporaneo)?
    In quanti siamo a pensare che serva un cambiamento?
    Quanti sono più vicini al pensare che le cose vadano semplicemente “aggiustate”?

    Ultima cosa, prima di lasciarti:

    Al parte che immagino tu (solo tu?) pensi sia finalizzato ad un accordo di larghissima intesa, il fatto che si stia puntando a demolire la fase di demonizzazione dell’Altro non è una cosa positiva? al di la delle motivazioni?

    Se mi rispondi vai oltre all’ingenuità del commento, hai capito dove voglio andare a parare.

  3. anonimo scrive:

    Bhè perchè probabilmente Bonaiuti non ha mai comprato dai cinesi.
    Non conosce forse quella sensazione di soddisfazione mista a “coscienza pulita” per aver preso una cosa più o meno utile ad un prezzo più o meno umano.
    E poi lo sanno tutti che le griffe sono il più grande imbroglio della storia…ciao

  4. anonimo scrive:

    Bhè perchè probabilmente Bonaiuti non ha mai comprato dai cinesi.
    Non conosce forse quella sensazione di soddisfazione mista a “coscienza pulita” per aver preso una cosa più o meno utile ad un prezzo più o meno umano.
    E poi lo sanno tutti che le griffe sono il più grande imbroglio della storia…ciao

Lascia un commento