Pochi strumenti per molte idee: comitati e consulte

Salve a tutti,
            ieri ho chiuso l’articolo rimandando alle idee della democrazia partecipata. Poi ci ho riflettuto, e mi sono ricordato che qui a Matera per molto tempo tali temi sono stati al centro del dibattito politico cittadino.
            Si giunse anche ad approvare il regolamento per i comitati di quartiere, un primo strumento per “fare democrazia”, per ampliare al massimo la partecipazione dei cittadini alle vicende dell’amministrazione della res pubblica. Rendere esecutivi questi comitati di quartiere dovrà essere uno dei principali obblighi per la prossima amministrazione comunale, per garantire la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita politica ed amministrativa della propria città.
            Non c’entra niente in ciò il colore o le idee di chi si troverà ad amministrare questa o altre realtà; quello che oggi è un’esigenza sempre più espressa e manifestata è la partecipazione. Non la partecipazione di facciata, però, come le primarie svolte solo per individuare i leader. Non i bagni di folla plebiscitari per questo o quel “capetto” locale o nazionale che, con il sigillo delle primarie, si ritiene investito dalla delega a tutto ed insindacabile. No, la partecipazione quotidiana, presente. Le primarie non solo per scegliere il candidato sindaco, ma anche per votare la variante al piano regolatore generale, ai piani particolareggiati, alle manovre di bilancio. Il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte più importanti della vita amministrativa: il futuro che è un ritorno al passato, alla polis dei tempi di Pericle.
            Ed in quest’ottica diventano strumenti importanti di democrazia partecipata anche i comitati di quartiere regolamentati a Matera. Ora però bisogna vigilare a che essi non rimangano lettera morta o, cosa forse ancora peggiore, divengano uno strumento solo formale della democrazia reale. Quest’ultimo caso sarebbe infatti la condanna definitiva di un tale istituto, e spingerebbe ancora di più verso un allontanamento dalla Politica, favorendo le facili pulsioni populiste e qualunquiste di cui sempre più spesso se ne scorgono rigurgiti e reviviscenze.
Strumenti simili devono invece svolgere funzioni di proposizione e discussione, con l’impegno da parte dell’amministrazione di turno, a tutti i livelli, di impegnarsi nell’ascolto e nell’accoglienza delle istanze che da quegli stessi consessi dovessero giungere. Non basta garantire la possibilità di “dire la propria”; è necessario l’impegno a discutere le proposte che arrivano dai cittadini, magari immaginando di estendere a simili strumenti democratici alcune funzioni dei gruppi politici costituiti nelle istituzioni, quale, ad esempio, quella di presentare interrogazioni, mozioni ed ordini del giorno da discutere nelle sedi preposte.
Accanto a ciò, non va dimenticato poi tutto il mondo dell’associazionismo, che spesso nelle realtà locali, come pure qui a Matera, è una realtà presente e vivace. Si potrebbero istituire degli organi consultivi e di confronto con queste realtà. Si potrebbe immaginare in ogni realtà locale una consulta delle associazioni che, ben più funzionale e operativa di un forum, potrebbe ricoprire di questo il ruolo di confronto e discussione, aggiungendo, però, alle proprie prerogative, quella di proporre e presentare al consiglio od all’amministrazione locali nelle quali si trovano ad operare le stesse associazioni progetti concreti e attività che si intendono realizzare. Anche qui è però necessario che gli amministratori di turno si impegnino a recepire tali proposte, garantendo alle stesse la massima attenzione, magari pensando, anche in questo caso, di poter trasformare le richieste che dovessero giungere in punti all’ordine del giorno o in mozioni da discutere nelle sedute del consiglio comunale. Potrebbe essere questa, ad esempio, una delle funzioni da attribuire all’assessore o al consigliere delegato alla “democrazia parteciapata”.
In tutti i casi, ascoltare non basta più. E’ importante, certo, è il primo passo, ma non esaurisce in sé il percorso da fare. E’ necessario che la Politica si ponga e si rimetta quotidianamente in discussione, che sia disposta a rimettere in gioco le proprie certezze, affrontando continuamente le esigenze e le richieste dei cittadini e facendole proprie, oggetto di attenzione e discussione: perché le proposte e le esigenze che giungono dai cittadini sono le uniche e vere proposte ed esigenze della Politica. Altre non ve ne sono.
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6 risposte a Pochi strumenti per molte idee: comitati e consulte

  1. Leonardomadio scrive:

    Ciao Rocco, un importante strumento per accrescere la democrazia partecipata, soprattutto in quelle fasce della popolazione che vivono l’indifferenza, l’isolamento, e che stimoli ad una partecipazione attiva alla vita politica, sociale e culturale della nostra città, è sicuramente il Forum dei Giovani, il cui regolamento è in fase di stallo da anni.

    Noi giovani vogliamo impegnarci per il futuro della nostra comunità ma, spesso, non ci sono i mezzi. Il Forum comunale, aperto alle realtà studentesche (vedi la Consulta degli Studenti e le rappresentanze dei vari Istituti), alle giovanili di Partito, alle associazioni di volontariato e culturali, sarebbe una ricchezza per un paese come il nostro e gioverebbe, senz’altro, al ricambio generazionale, ci cui tutti parlano e che nessuno mette in pratica (PD in primis).

  2. Leonardomadio scrive:

    Ciao Rocco, un importante strumento per accrescere la democrazia partecipata, soprattutto in quelle fasce della popolazione che vivono l’indifferenza, l’isolamento, e che stimoli ad una partecipazione attiva alla vita politica, sociale e culturale della nostra città, è sicuramente il Forum dei Giovani, il cui regolamento è in fase di stallo da anni.

    Noi giovani vogliamo impegnarci per il futuro della nostra comunità ma, spesso, non ci sono i mezzi. Il Forum comunale, aperto alle realtà studentesche (vedi la Consulta degli Studenti e le rappresentanze dei vari Istituti), alle giovanili di Partito, alle associazioni di volontariato e culturali, sarebbe una ricchezza per un paese come il nostro e gioverebbe, senz’altro, al ricambio generazionale, ci cui tutti parlano e che nessuno mette in pratica (PD in primis).

  3. olitarocco scrive:

    Grazie Leonardo,
    si, hai ragione, e troppo spesso (l’ho fatto anch’io) il forum dei giovani viene dimenticato.
    Così come vengono derubricati a semplici “passatempi” anche altri strumenti importanti, quali, come tu stesso mi ricordi, la consulta studentesca.
    Quanto sarebbe bello se i partiti contribuissero alla “formazione”, se la Politica fosse intesa come “ars pubblica” e non come “scienza per il raggiungimento dell’amministrazione della res pubblica”…quanto sarebbe bello?
    Mi auguro che la partecipazione dei giovani, realmente liberi, possa contribuire a questo ritorno alla Politica.
    Grazie ancora, ed a presto, Rocco.

  4. olitarocco scrive:

    Grazie Leonardo,
    si, hai ragione, e troppo spesso (l’ho fatto anch’io) il forum dei giovani viene dimenticato.
    Così come vengono derubricati a semplici “passatempi” anche altri strumenti importanti, quali, come tu stesso mi ricordi, la consulta studentesca.
    Quanto sarebbe bello se i partiti contribuissero alla “formazione”, se la Politica fosse intesa come “ars pubblica” e non come “scienza per il raggiungimento dell’amministrazione della res pubblica”…quanto sarebbe bello?
    Mi auguro che la partecipazione dei giovani, realmente liberi, possa contribuire a questo ritorno alla Politica.
    Grazie ancora, ed a presto, Rocco.

  5. Leonardomadio scrive:

    La partecipazione dei giovani alla vita sociale e politica della nostra comunità è indispensabile. Spesso, come tu dici, servono degli strumenti per portare avanti le nostre idee.

    Oggi abbiamo una terza riunione per cercare di portare avanti un progetto comune che rilanci il protagonismo studentesco e si candidi a rappresentare fasce di popolazioni giovani e di sinistra. I giovani hanno bisogno di più sinistra.

    Occorre però avere spazi opportuni anche nei partiti, al fine di poter essere decisivi in alcune decisioni, e creare quelle “scuole di partito” in grado di formare, veramente, le future classi dirigenti.
    A presto

  6. Leonardomadio scrive:

    La partecipazione dei giovani alla vita sociale e politica della nostra comunità è indispensabile. Spesso, come tu dici, servono degli strumenti per portare avanti le nostre idee.

    Oggi abbiamo una terza riunione per cercare di portare avanti un progetto comune che rilanci il protagonismo studentesco e si candidi a rappresentare fasce di popolazioni giovani e di sinistra. I giovani hanno bisogno di più sinistra.

    Occorre però avere spazi opportuni anche nei partiti, al fine di poter essere decisivi in alcune decisioni, e creare quelle “scuole di partito” in grado di formare, veramente, le future classi dirigenti.
    A presto

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