Il buio nella notte della luna

Salve a tutti,
e ben ritrovati. Sono passati alcuni giorni dall’ultimo mio articolo, e devo dire che un po’ di riposo mi ha fatto davvero bene: peccato sia stato soltanto un po’.
Mi scuserete però se in questo articolo mi rivolgerò in particolare a Nicola Manfredelli, che con un suo intervento a commento di un mio pezzo precedente mi ha dato lo spunto per quanto sto per dirvi.
Per prima cosa, Nicola voglio nuovamente ringraziarti per l’attenzione che hai dedicato al mio blog. Ma per giungere al sodo del tuo intervento vorrei subito entrare nel merito della questione: “La notte della luna”, ovvero quando la Regione diventa un’agenzia di booking.
Be’, caro Nicola come tu stesso lasci trapelare nel tuo intervento "La notte della luna" è l’emblema di uno strabismo dell’esecutivo regionale. No, per carità nessuna polemica politica. Avrei potuto dire cecità, invece no, solo strabismo.
Ovviamente ora dovrei motivare quel che dico. E lo faccio con molto piacere. Il Lucania Buskers Festival, come ho affermato nella conferenza stampa di presentazione dell’evento a Matera lo scorso 3 agosto, costa “un quarto di luna”, se non meno. Inoltre, è un evento realizzato da un’associazione culturale senza fini di lucro, Mananderr appunto, e, fondamentalmente si basa sul volontariato di tanti giovani che credono in questo evento. Nelle sue sette giornate per quattro tappe, ha superato le trentaseimila presenze raggiunte lo scorso anno: “il doppio della luna”.
C’è di più. Le arti di strada non sono un concerto dal palco, ma, grazie proprio alla loro capacità di democratizzazione degli spazi, aiutano a far vivere appieno l’atmosfera dell’arte all’interno della cornice: i centri storici che visitano. Infine, accanto a questo evento se ne muove un altro, “BiosFiera”, una mostra mercato dell’artigianato e delle produzioni tipiche e di qualità dell’enogastronomia lucana che si propone di veicolare, attraverso anche il pubblico presente al festival, la cultura e la conoscenza delle produzioni locali.
Prima ancora che qualcuno si lanci in facili umorismi, voglio ricordare che il presidente di Manaderr è mio fratello Francesco, che io stesso faccio parte della direzione organizzativa dell’evento così come Nicola Manfredelli è fra i promotori e gli organizzatori della kermesse di Brienza che egli stesso cita.
Non c’è nessun conflitto di interessi in questo. Ci sarebbe, semmai, se entrambi, Manfredelli ed io, promuovessimo un evento per vendere più biglietti.
Credo invece di leggere nel pensiero di Nicola quello che è poi alla base anche della nascita del Lucania Buskers Festival: creare un evento capace di mobilitare le energie e le risorse locali per valorizzare la cultura, il territorio e la storia della nostra regione. Questo vale per il Castello Caracciolo di Brienza con le luci ed i colori della manifestazione citata da Manfredelli nel suo commento, e questo è altrettanto vero per i vicoli e le piazze de “La Chiazz”, il centro storico di Stigliano dove il Lucania Buskers è nato o degli altri che visita, con le atmosfere create dagli artisti di strada.
Perché questo non vale se la Regione organizza “La notte della luna”? Primo perché, onestamente, non capisco come Britti, Bennato e Cremonini su un palco valorizzano il Pollino ed il Senisese, e poi perché l’importanza finanziaria di un evento realizzato servendosi di agenzie di ingaggio artisti nazionali non ha ricadute positive sull’economia lucana. I suoni e le luci di Brienza, come le arti di strada del festival itinerante, sono organizzate grazie al lavoro di giovani lucani, al loro impegno, alla loro capacità organizzativa. In una parola, sono organizzati facendo leva su quella che è la più grande delle risorse della nostra Lucania: il patrimonio di cultura, esperienze e conoscenze del suo popolo.
Ma ciò non è tutto. Concentrando l’attenzione di media e informazione su un evento della portata della “Notte della luna” (sui cui esiti ho già detto, anche se solo ironizzando) si sposta l’attenzione da eventi sicuramente più originali ed unici nel panorama nazionale, se non europeo, per non dire migliori. Un concerto, per quanto bello, è sempre e solo un concerto, identico, nel suo genere, a tanti altri. Se invece si voleva veicolare altro attraverso ciò, credo che l’obiettivo non è stato raggiunto, visto che il concerto è stato il monopolizzatore dell’attenzione.
Durante il mese di agosto, invece, la Basilicata è stata teatro di eventi unici, come, per ripetermi, il Lucania Buskers Festival, Suoni e Luci dalla Storia o, per citare il commento di Nicola Manfredelli, La storia bandita della Grancia. Eventi, però, spesso non visti nemmeno dalla stampa locale perché si è guardato altrove. Mi chiedo, che tipicità ha un concerto da un palco? Quale valore aggiunto apporta ad un territorio? In cosa si differisce dai tanti che animano le nostre feste di paese durante i giorni dedicati ai vari Santi Protettori? Nel nome degli artisti? Se è solo in ciò la differenza, allora non ne capisco la ratio.
Ma torniamo alla domanda iniziale: perché “La notte della luna” è emblematica? Perché fa guardare altrove. Perché le prime pagine dei giornali locali, poche settimane fa, sono state attente a tutto ciò che era o sarebbe dovuto essere “Notte della luna”. Così come, poco prima, quelle stesse pagine sono state impegnate a commentare, ricordare, rimarcare la quasi crisi di governo regionale per l’uscita dei consiglieri Udeur dall’aula; o ancora, poco dopo, dalla nomina dei commissari degli enti regionali.
E si continua a guardare altrove…In una regione dove dalla Nylstar di Pisticci alla Cutolo di Rionero, dalla Vitalba di Atella alla Calia di Matera ogni giorno i lavoratori lottano per il lavoro che va via, in una regione dove i numeri dell’emigrazione giovanile continuano a crescere, dove manovre come il reddito di cittadinanza solidale sembrano essere l’unica panacea per i mali sociali, in una regione con una simile situazione economica e sociale i rappresentanti della politica discutono per mesi di “notti al chiar di luna” o di dove mandare questo o quel politico non votato o non candidato.
Alla luce di ciò, forse “strabismo” è un dolce e blando eufemismo…
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento