A volte, la rabbia si può fare ragione politica (con tutte le conseguenze)

«I francesi filonazisti più radicali presenti a Parigi costituirono un gruppo eterogeneo in cui confluirono ex comunisti, antisemiti militanti, fascisti, pacifisti dogmatici e giornalisti, scrittori e poeti vanitosi e autoreferenziali. […] Quello che gli estremisti filonazisti parigini ebbero in comune fu l’odio nei confronti della defunta Terza Repubblica, rea di non aver apprezzato abbastanza il loro talento, e il disprezzo che nutrirono per i conservatori e gli opportunisti di Vichy». István Deák, Europa a processo. Collaborazionismo, resistenza e giustizia fra guerra e dopoguerra, Il Mulino, 2019, pag. 83.

L’odio per gli uni, che li avevano ignorati, il disprezzo per gli altri, che anche nel rovesciamento delle sorti collettive avevano ancora una volta trovato il modo di sistemarsi. Il professore emerito della Columbia University, fra quelli di cui parla, cita pure Céline, stigmatizzando il suo razzismo ma riconoscendone il talento, a dimostrazione di quanto l’accolita filonazista parigina non fosse solo una ciurma rancorosi buoni a nulla. Mi ha fatto pensare, però, a quanta gente è spinta su posizioni politiche disastrose non dalla convinzione radicale nella loro bontà, quanto dal fatto che, dalle altre parti, sono stati troppo spesso ignorati o messi di lato. Nessuna giustificazione per le scelte fino a tal punto sbagliate, solo una domanda (che non trova risposta) su quanto si possa fare per attenuarne la portata.

Dagli ardori sansepolcristi agli umori nelle birrerie bavaresi, quanta parte di chi finì a ingrossare le forze del male negli anni che prende in esame Deák nel suo saggio fu incentivata a cercare speranze di inclusione per le troppe, ripetute esclusioni patite? Chi da una società è espulso, quante probabilità ha di maturare in sé la ripulsa per quella stessa società? E quanto può essere tentato dai tanti che, con parole suadenti e finti riconoscimenti, cercano di reclutarlo al loro verbo promettendogli quella considerazione che egli sente stata negata?E non è forse questo ciò che vediamo accadere intorno a noi?

E non è forse questo ciò che vediamo accadere intorno a noi, qui, oggi?

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