E perché diavolo non lo fate?

In un’intervista rilasciata a Goffredo De Marchis per Repubblica, il segretario del Pd giudica «meraviglioso» il gesto del cardinale Konrad Krajewski (l’elemosiniere del Papa che si è calato in un tombino per riattaccare la corrente elettrica al fabbricato ex Inpdap di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, occupato da 150 famiglie, con, fra gli altri, malati, bambini e donne in gravidanza) e annuncia di voler riaprire un circolo a Casal Bruciato per non lasciare «alla Chiesa la lotta alla povertà». Buon proposito, sicuramente, e giusta ammissione dei limiti; mi chiedo, però, perché diavolo non fate subito le cose, o anche solo i gesti, che subito potete fare.

Sembra la vignetta di Biani, sul Manifesto dell’altro giorno. Uno Zingaretti disegnato con tratto leggero, il braccio poggiato al muro, a riposo, riflessivamente s’interroga: «Sarei potuto andare a Casal Bruciato vicino alla famiglia rom, sarei potuto andare a riattaccare l’elettricità nella casa occupata, sarei potuto andare alla sapienza con Lucano (…), chissà domani dove sarei potuto andare». Ed è tristemente così. Perché, infatti, non ci sei andato tu a riattaccare la luce allo Spin Time Labs? Perché non fai presentare oggi stesso in Parlamento una proposta per abolire l’articolo 5 della Legge 47/2014, il cosiddetto “Piano casa” di Renzi e Lupi, nel quale si legge che chi «occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi»? Perché nessuno di voi c’era a far da barriera agli assalti dei neo fascisti, a Casal Bruciato come alla Sapienza?

Certo, mi si potrebbe rispondere, perché non ci fossi nemmeno io. Ma non vale. Uno, perché la gente comune, quella come me, c’era, a prendere gli schiaffi del forzanovista alla manifestazione per Lucano come a cercare in tutti i modi di farvi cambiare idea ai tempi in cui quel “Piano casa” approvavate, ad esempio. Due, perché, insomma, voi siete i leader, tu lo sei; falle le cose che sai dover essere fatte.

Ti seguirebbero in tanti, ti seguirei anch’io.

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