Buona Liberazione

Uscito due settimane orsono nella traduzione italiana per Il Mulino, il saggio dello studioso americano di origini ungheresi István Deák, Europa a processo. Collaborazione, resistenza e giustizia fra guerra e dopoguerra, è un consiglio di lettura che mi permetto di dare, in questo periodo di ponti vacanzieri e sommovimenti della storia. In quello, Deák non dimentica gli «autentici eroi», che col loro sacrificio ci hanno liberato da uno dei periodi più bui dell’umanità, ma nemmeno si scorda di chi «aveva collaborato con gli occupanti tedeschi, lottato contro i tedeschi, combattuto contro i propri connazionali e, alla fine della guerra, aiutato a punire i colpevoli, spesso con lo scopo di distogliere l’attenzione dalle proprie passate colpe personali».

Sì, perché, alla fine della guerra, l’Europa fu liberata dai dittatori e dalle loro organizzazioni che ne avevano insanguinato ogni solco nel terreno, ma non pochi di quanti con questi e in quelle avevano collaborato rimasero in posti da cui determinare le sorti di molti, in primis le proprie. Domani è il 25 aprile, ed è giusto ricordare tutto quello che lì finì, rendendo i dovuti onori a chi quella fine rese possibile. Credo che sia giusto, e opportuno, non dimenticarsi, per continuare a combatterlo, anche di quello che, in altre forme, durò e continuò a farsi sentire. E quanti, allora o appena il momento prima, si convertirono, assurgendo a campioni della fazione opposta a quella che, fino a quel momento, avevano con convinzione sostenuto.

No, nessuna voglia di processo sommario agli errori dei singoli, ormai da tempo quasi del tutto andati là dove sarebbe impossibile l’esecuzione d’ogni ipotetica sentenza. Mi sto solo chiedendo quanti, quella mattina in Piazzale Loreto festanti per la caduta utlima del regime, erano pure presenti pochi mesi prima a tributare omaggi e dimostrare reverenza al duce di cui il corpo pendeva dalla tettoia d’un distributore, in via Rovello, a qualche chilometro di distanza, in quella stessa Milano simbolo e crocevia di tutta la storia di quel periodo.

Buona Liberazione.

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