In effetti, «il centro» ce l’hanno già

Ho sempre riconosciuto all’uomo politico una certa profondità di analisi non comune. Non è un caso se è al suo Pd che mi sono iscritto, e dalle derive del corso successivo al suo ho maturato la decisione di lasciarlo. Ma quando Bersani, come l’altra sera dalla Gruber, dice che il problema del Pd non è tanto di recuperare al centro quanto di ricucire ai margini, credo che affermi una verità oggettiva. Mi spiego meglio.

Come l’ex segretario dem, credo che oggi il centro sia già compreso nel perimetro degli elettori del Pd. Così come, in quel perimetro, ci sono gli europeisti convinti e molti di quelli che rifuggono dalle tentazioni semplificatorie e ingannatrici del populismo. Come diceva Bersani, non è questo il problema. È che non basta. Perché se il Pd non si allarga oltre il centro, politico e urbanistico, e va verso i margini, non cresce.

Il centro, l’area dei Calenda e delle Bonino, dei Tabacci e dei Della Vedova, per capirci, ce l’hanno già. Sono gli altri a mancare all’appello, quelli a cui le politiche dell’ultimo periodo sono sembrate un dito nell’occhio, e che per questo se ne sono andati, o quanti non si sono mai sentiti compresi, e perciò non sono mai arrivati.

Purtroppo, non ho ancora capito se a chi oggi guida quel partito interessino o meno.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento