Che possiate vivere la stessa disperazione

«O vi si sfaccia la casa,/ la malattia vi impedisca,/ i vostri nati torcano il viso da voi». Ci ammoniva così, minacciandoci, Primo Levi: non dimenticate quello che è stato e raccontatelo ai vostri figli. Dite loro ogni cosa, di come andò a finire quella storia, ma soprattutto di come iniziò, in quale indifferenza e con quanta malcelata soddisfazione dei presunti salvati. Lui lo sapeva: «È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire». Non lo abbiamo fatto o non abbastanza, evidentemente, e oggi siamo qui.

Siamo qui, al punto che oggi il ministro dell’Interno può chiudere i porti in faccia ai disperati della terra. Può proporre, quale beffa atroce, di smembrare le famiglie di quelli a bordo, fingendosi magnanimo per aver concesso a donne e bambini di sbarcare. Può, al loro rifiuto, crudelmente sarcastico augurare, a gente che si trova in balia delle onde a poche miglia da Lampedusa, «buon viaggio verso Berlino». E può, per questo, ricevere migliaia e migliaia di attestazioni di sostegno e milioni di voti e consensi. Allora, e davvero, che possiate un giorno, voi che twittate malvagi e insensibili dalle vostre tiepide case, la stessa disperazione che quegli occhi sono costretti a guardare in faccia oggi, qui, a pochi passi da noi.

È solo per una circostanza fortunata che non siate voi i naufraghi e loro quelli a cui chiedere aiuto, che non abbiate dovuto voi sobbarcarvi un viaggio nel deserto e violenze e sevizie in fucine del maleficio come i centri a cui subappaltiamo la nostra codardia, che non vi sia toccato in sorte di dover rischiare di morire con i vostri figli in braccio, o peggio, di perderli, per tentare di dar loro una vita migliore di quella a cui la sola nascita li aveva condannati.

No, non cercate altre scuse: assumetevi in pieno la responsabilità e il coraggio delle vostre parole. Non tergiversate, non rimettetevi a un ipocrita e stupido «ci sono anche poveri italiani a cui pensare». Perché sì, ci sono; ma voi nemmeno per questi fate qualcosa, e comunque in mare, di migranti, ne sono morti a decine di migliaia negli ultimi anni, e ogni cinque minuti, nei luoghi da dove partono, un bimbo si spegne per stenti e fame.

E adesso, sputatemi addosso i vostri inutili commenti.

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