Caro fratello in divisa, guarda

Il presidente degli Stati Uniti, il capo di quella che continuiamo a definire la più grande democrazia del mondo, il leader della nazione costruita sulle migrazioni e che accoglieva gli arrivi con una statua alla libertà e i versi di Emma Lazarus ad accogliere i poveri, i senza casa egli scossi dalle tempeste della vita, Donald Trump, il discendente di unimmigrato europeo nel nuovo continente, ha detto, a proposito della carovana dimigranti partita dall’Honduras e giunta ormai a Tijuana, di aver dato, ai militari che ha spedito al confine con il Messico, «l’ok all’uso della forza letale».

E allora io, allo scriteriato tuo commander-in-chief, non ho più nulla da dire. Ma a te, fratello mio, seppure con la divisa di un altro colore, una cosa voglio dirla: guarda. Fissa i tuoi occhi su quelle moltitudini al di la del filo spinato che ti hanno fatto stendere,osservale dietro gli strumenti che ti hanno messo in mano, sentine le voci e i pianti, ascoltane i sogni; sono i tuoi. Quelli della tua schiatta, non quelli di gente come Trump. Sei della razza di quelli che lui ti vorrebbe far combattere, pronto a rinnegarti qualora gli chiedessi più di quel che egli è disposto a concederti per la sua sicurezza. Della tua, non se ne importa assolutamente. E loro, sono come te. Sono la tua stirpe. Hanno le tue speranze,quelle dei tuoi avi e quelle dei tuoi figli. Migranti, sì, come lo sono stati tutti gli americani che parlano lingue nate al di qua dell’Atlantico, come lo sei stato tu, o tuo padre, o tuo nonno.

Non  troverai, fratello, tra i tuoi commilitoni quelli della genia di Trump, non saranno questi a difenderti o a sollevarti da terra se – e speriamo mai – dovessi un giorno cadere. Quelli sono i ricchi, non si sporcheranno mai nel tuo stesso fango, non ti tireranno mai fuori di lì insieme con loro. Il figlio di quelle madri che hanno dovuto portarlo per chilometri in braccio, al contrario, un giorno potrebbe spezzare il pane col tuo. Fa che quest’ultimo possa allora esser orgoglioso d’un padre che, agli ordini del potere, ha saputo anteporre le ragioni dell’umanità.

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