I grillini hanno ragione: non subiscono affatto Salvini, fanno quel che vogliono fare

Un po’ su tutti i media, si legge che l’egemonia sull’attualeGoverno è esercitata, quasi solamente, da Salvini e dalla Lega. Le ragioni diquesta affermazione, a detta di quanti la fanno propria, sarebberoriscontrabili in provvedimenti quali il cosiddetto “decreto sicurezza” o inazioni come quella del sequestro in mare dei migranti, persino a bordo di navi della Guardia costiera italiana, a cui i grillini (che poi sarebbero la parte numericamente dominante nella maggioranza) si sono sempre allineati.

Sebbene non neghi che le motivazioni addotte possano apparire convincenti, e per quanto io stesso abbia spesso avuto l’impressione che fossero le idee leghiste a informare l’agire dell’Esecutivo, devo dire che su questo i pentastellati, quando accusano la stampa di essere prevenuta nei loro confronti, non hanno tutti i torti. I grillini, infatti, non sono per nulla succubi di Salvini e delle sue idee; al contrario, fanno quello che stanno facendo perché vogliono farlo. Quando dicevano di voler Gino Strada al governo, semplicemente, mentivano: volevano Salvini, il pugno duro contro i deboli, la guerra alle Ong, altro che identificarsi con uno dei maggiori esponenti di quel mondo. Al tempo in cui ritmavano in coro il nome di Rodotà, è ora chiaro, lo facevano solo perché, col suo essere parola tronca, stava bene negli slogan; nei fatti, anelavano di votare quale presidente della commissione diritti umani del Senato una leghista tifosa delle ruspe sui campi rom e a cui, via social, non dispiace nemmeno l’idea di preparare «un forno» per i migranti.

Come faccioa dirlo? Beh, se così non fosse, farebbero altro. Sono il doppio dei leghistiin parlamento, avrebbero gioco facile a dire a Salvini di ingoiarsi le sue idee,e convincerlo che, se proprio vuole usare le ruspe, le mandasse a sgomberare perprimi gli occupanti abusivi di Casa Pound, non gli ultimi del Baobab. Invece,non accade. Non una parola contrapposta alla valanga di crudeltà leghiste, nonun alito di resistenza al progressivo scivolamento verso la barbarie, se non daquei pochi già in procinto d’essere espulsi. Anzi, non di rado s’incontranovoci grilline più radicali, nell’odio xenofobo, di quanto da anni ci abbiano abituato gli sfogatoi della base del carroccio.

Eguardate che non sto parlando affatto dei condoni edilizi (che tanto piaccionoa quei politici che un tempo i grillini chiamavano «mafiosi») o delle ideeintermittenti su quelli fiscali (in questa stagione di parole ipocrite chiamati«pace»); costruire in spregio alle norme urbanistiche o sottrarre soldiall’erario è grave, ma non quanto speculare elettoralmente sulla pelle deidisperati che chiedono solo di non veder morire la speranza di poter un giorno sperare inuna vita migliore per i loro figli.

È su quello che vi ho già giudicato, militanti ed esponenti del M5S, sulla vicenda della nave Diciotti, sul caso Riace come sullo sgombero del Baobab, e sulsilenzio che ha sostituito le parole che avrei immaginato di sentire. Ed è sempre su questo che mi chiedo pure dove siano finiti quelli che «voto il movimento perché le altre forze politiche non sono abbastanza di sinistra» (anche se qualche idea in proposito non nego di averla).

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