Non possiamo mai dirci immuni dall’orrore

Bella la giornata di ieri a Parigi, con l’intera Europa, azzardereiil Mondo, a ricordare la fine delle ostilità che insanguinarono il vecchio continentefra il ’14 e il ’18 del secolo scorso. Eppure, sappiamo anche che l’emozione,lo spirito di fratellanza dei popoli europei non basta a coprire le tensioni,alimentate ad arte da chi, in tutti i casi, in quei conflitti non ci muore e daessi ha sempre e solo da guadagnarci. Perché, dopo il ’18, ci fu il nostro ’19,la retorica della vittoria mutilata di penna dannunziana, i sentimenti dirivalsa tedeschi, e sappiamo come tutto andò a finire. Di nuovo.

Sempre alla ricerca d’un nemico facile e finto, i mestatori del torbido ripresero ad agire per propria ambizione o tornaconto, spacciandosi per difensori e tutori degli interessi nazionali e «del popolo». Pure le date sembrano sovrapporsi, nell’andirivieni della Storia. La notte fra il 9 e il 10 novembre del 1938, il crimine folle figlio della crudeltà umana prese forma nella Kristallnacht. E prima c’erano state, in Germania, le leggi di Norimberga e, in Italia, quelle sulla razza. Erano passati appena vent’anni dalla «inutile strage» della Prima guerra mondiale, e gli europei parevano non ricordare già più nulla di quel dramma. Oggi, ne sono passati ottanta dagli orrori della divisione fra gli uomini e poco meno dalla fine delle distruzioni del secondo conflitto globale; non vorrei che la memoria fosse definitivamente sepolta sotto le miserie della materialità.

Perché è così che finora ha agito il pendolo della tragedia. Promettendo grandezze inimmaginabili, i teorici della supremazia nazionale hanno spinto quelli che poi per questa sarebbero morti ad applaudire e osannare la guerra. Colpevolizzando inesistenti congiure e improbabili accordi, i medesimi fautori del conflitto hanno riattizzato il fuoco che facilmente ardeva là dove, per loro stessa colpa, viveva la privazione, o soltanto l’inappagamento. E così, di nuovo marziali si facevan le parole, e ancora le armi, nel sogno d’imperio, erano viste come la via del riscatto.

In tutto questo, a pagare non erano di certo quanti promettevano il meritato ristoro dei popoli.

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