Molti credono di non poter vincere al vostro gioco; ecco perché ne fanno un altro

In un articolo non proprio tenero nei confronti del Governo italiano, soprattutto nella sua parte pentastellata, lo scorso sabato sul feuilleton della Frankfurter Allgemeine Zeitung, Klaus Georg Koch retoricamente poneva una domanda come la potrebbero porre i tanti che lui identificava potenziali sostenitori di quel movimento, ma che, in fondo, non si può dire fosse davvero lontana dalla realtà dei fatti: «Warum noch mitspielen, wenn man sowieso nur hinten landet?». Più o meno: che senso ha giocare, quando si finisce sempre solo dietro? Ecco, credo che un interrogativo del genere, a torto o a ragione, in molti fra i nostri connazionali se lo siano posti. E la risposta la conosciamo anche dai loro comportamenti elettorali.

Vedete, io lo so che ci sono le regole in qualsiasi gioco, pure in quelli politici e sociali, internazionali ed economici. E so che, mediamente, se si vuol giocare, in una certa misura bisogna seguirle, rispettarle, quantomeno accettare che vi siano. Ma, appunto, se si vuol giocare. Una voglia che, suggerisce forse senza nemmeno accorgersene la firma della Faz, in alcuni potrebbe essere passata. Perché? Beh, perché da tempo non vincono. Anzi, da sempre, non hanno mai vinto, son sempre stati battuti, solitamente arrivando fra gli ultimi. Che tutto ciò sia effettivamente così non importa; così è percepito, e tanto fa, nella disposizione d’animo e di spirito di quelli che a questo tema si approcciano e si comparano. Non vinco mai, sembrano dirsi, che gioco a fare, perché devo rispettare regole che di me non hanno alcun rispetto?

E ripeto, non c’entra assolutamente nulla la realtà effettiva delle cose: basta la percezione che di queste si ha. Giusto o sbagliato che sia, c’è tanta gente in questo Paese, milioni di persone, a giudicare dai voti espressi, che crede che l’Europa, l’Unione europea, sia stata per loro un’immane sciagura. E una delle colpe nostre, di tutti noi, è stata quella di non aver spiegato abbastanza come così non fosse.

Se davvero pensiamo che così non sia, s’intende.

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