Ma in che modo la chiusura dei porti aiuterebbe i poveri d’Italia?

Ogni volta, alle critiche sulla rabbiosa guerra navale ai migranti dichiarata dall’esecutivo Salvini-Di Maio, la vulgata governativa replicata da mille profili risponde con l’elenco dei mali del popolo italiano. Sempre gli stessi, quelli verso i quali, concretamente, fino a oggi, nemmeno loro hanno fato nulla: i pensionati che non arrivano alla fine del mese, i poveri nelle periferie e nei territori più deboli, i terremotati. Ora, a parte il paragone crudele, perché sì, anche qui ci sono sacche, estese e reali, di disagio che colpiscono i nostri connazionali, ma nei posti da cui partono quelle persone che provano a varcare il Mediterraneo, e quanto vivono nel cammino, è decisamente peggio, pure provando a seguire la logica dei rancorosi al potere, mi perdo nella ricerca di un nesso per la contrapposizione tra i diversi problemi, escludendo quelli di natura squisitamente elettorale.

Allora, vi chiedo: fatemi capire. Chiudendo i porti alle Ong (salvo poi stupirsi che queste non considerino l’Italia un approdo sicuro), sono aumentate le pensioni minime degli anziani a cui dite di pensare? Allontanando i disperati dalle patrie coste (e soprattutto dalle telecamere dei giornalisti nazionali, in particolar modo di quelli che hanno il brutto vizio di pensare a raccontare i fatti, oltre che preoccuparsi di come fare carriera), un solo povero autoctono ne ha tratto beneficio? Ricattando mezza Europa sulla pelle dei naufraghi (ottenendo ascolto solo dalla metà che non vi piace, perché l’altra parte, quella di quanti vi siete scelti come amichetti senza cuore, se ne infischia altamente), si ricostruiscono le case dei terremotati?

Perché poi, il vizioso circolo della vostra retorica, è tutto qui; «prendeteveli a casa vostra!», urlate scompostamente a quanti eccepiscono alla linea della crudeltà verso gli ultimi, dimenticando che questa è casa loro almeno quanto di voi che gridate rabbia e astio. Provando a stare al vostro gioco: vi siete mai presi in casa un mendicate italiano? Avete mai devoluto un decimo del vostro reddito mensile in favore dei terremotati? Fatto qualcosa davvero per quell’anziano di cui tutti i giorni postate la foto mentre rovista fra i rifiuti?

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Una risposta a Ma in che modo la chiusura dei porti aiuterebbe i poveri d’Italia?

  1. Italiote scrive:

    «Nous avons maintenu la règle de Dublin. Les pays de premier accueil ont une responsabilité qui découle de cela. Ces centres d’accueil n’exonèrent en rien cette responsabilité. C’est pour cela que la France, qui n’est pas un pays de première arrivée compte tenu de sa situation, n’ouvrira pas de centres de ce type» Macron

    C’è tutto il tempo di capire quanto resta inesplorato dai luoghi comuni che fanno del naufragio una consuetudine ineliminabile dove le ONG sembrano curarsi unicamente del salvataggio ex-post (evitabile con viaggi sicuri ex-ante).

    Per qualche insospettabile contingenza i naufragi (delle imbarcazioni) incatenano i superstiti all’Italia dove un terzo degli stranieri regolarmente residenti verte in condizioni di povertà assoluta (cfr. inps).

    Per qualche insospettabile coincidenza le normative europee vigenti avvantaggiano l’attività dei trafficanti scoraggiando i normali vettori dal competere con questi risultando nella beffa di morti per annegamento pagate dai defunti “a caro prezzo”.

    Senza la fuffa che ingombra la vista non dovrebbe risultare difficile prendere atto che il circolo vizioso di naufragi (con salvataggio on garantito) accade perché l’Europa impedisce che la normale competizione economica vada a beneficio di chi adesso rischierebbe di annegare pur pagando un naufragio più del costo di un normale volo di linea.

    La luna indicata dal proverbiale saggio sarebbero i porti italiani?

    PS: La percentuale dei migranti regolarmente residenti in Italia in condizioni di povertà assoluta potrebbe addirittura aumentare mentre ci si distrae con futili polemiche: «The wage effects of immigration are likely to be greatest for resident workers who are immigrants themselves»

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