Guidavate voi. E non volevate essere disturbati

«Come giudica i 5 Stelle?», chiede Aldo Cazzullo a Yanis Varoufakis, per il Corriere della Sera in edicola ieri, giovedì 31 maggio. «Non sono di sinistra, ma nascono dal fallimento della sinistra. Mescolano idee che gioverebbero alla gente comune con inaccettabili visioni xenofobe», risponde l’ex ministro greco. E credo colga il punto della genesi della situazione attuale, non solo da quel lato dello scacchiere politico, per giunta.

Il fatto, a parer mio, è che i protagonisti di oggi sono il risultato della competenza di quelli che li hanno preceduti. Quelli per i quali bisognava andar veloci e dritti come un treno sulla strada che avevano scelto e quelli di ancora prima, convinti d’essere i soli ad aver capito le cose giuste da fare. Loro gli unici titolati alla guida, e gli altri, che si astenessero pure dal parlare, per non disturbarne l’azione. E qui, al punto in cui siamo, la perizia di cui sono stati capaci ci ha condotto.

Gioisco di tutto questo? Tutt’altro; ne pagherò le conseguenze come tutti gli altri che non potranno sottrarsi alla faciloneria sgangherata della probabile futura classe di governo, pericolosa ancor più per il suo essere ignara del pericolo. Ma non posso non ricordare che il timore di finire così come siamo finiti era proprio quello che animava molti di quelli che criticavano l’azione dei piloti di un tempo, e non parlo solamente dell’ultima stagione.

Nell’idea che i chiamati al governo fossero pastori a guidare le greggi, gli stessi si fecero arroganti e indisponibili ad ascoltare i consigli che venivano suggeriti dal basso. Eppure, so per conoscenza contadina, per quanto messa in poesia, che «anche le mandrie rompono gli stabbi», come persino i cafoni incolti a cui, forse ultimo superstite, ancora appartengo, possono dare e dire parole e pensieri d’una quale certa saggezza: «Noi pur cantiamo la canzone/ della vostra redenzione./ Per dove ci portate/ lì c’è l’abisso, lì c’è il ciglione./ Noi siamo le povere/ pecore savie dei nostri padroni».

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