E poi, la neve vien meglio in tv

In questi giorni, articoli e servizi in prima pagina ci hanno spiegato tutto delle «scaldiglie», gli apparecchi che dovrebbero evitare che i binari e gli scambi si congelino quando fa freddo. Abbiamo appreso dettagliatamente e bene il funzionamento e le dinamiche delle masse d’aria dalla Russia o dall’Atlantico. Eravamo quasi in grado, ognuno di noi, di riconoscere il tipo di neve solo dando un’occhiata di passaggio a una foto o sentendone il rumore. Ma non abbiamo saputo, e non sappiamo ora, riconoscere i nostri simili e ascoltarne le voci.

«Calano gli arrivi di migranti in Italia nei primi mesi dell’anno», ci dicono le statistiche. E dove sono andati tutti quelli che stavano per venire qui? Ci dicevano che l’intero continente africano era in procinto di franare sulle coste di Sicilia, e ora non c’è quasi più nessuno che arriva? E dove si fermano? Da chi? O meglio, chi li sta fermando? E come? «Violata la tregua in Siria, nella regione del Ghouta», ci informano i canali istituzionali. E noi non abbiamo niente da dire? Contro quella guerra, nessuno manifesta? Per la pace, a parte il Papa, c’è qualcun altro che si muove? Per quegli uomini disperati, per le donne a cui è sottratta anche la dignità da sciacalli e approfittatori senza scrupoli, per i bambini uccisi dalle armi che qui abbiamo costruito, non abbiamo parole? Per una bambina che piange a dirotto mentre l’orco parla di morte e martirio, non ci è rimasta una carezza?

Quei curdi che osannavamo quando il racconto del giorno li voleva argine all’Isis non li conosciamo più, e il sultano turco usa i carri armati che l’efficienza teutonica produce per schiacciarli. Ma ci ha promesso di farsi lui diga contro i disperati che altrimenti arriverebbero qui, e tutto sommato, è un prezzo accettabile. Soprattutto perché a pagarlo non siamo noi. Non per il momento, almeno. E così è pure per quella che una volta era la Libia e ora a stento sapremmo definirne i confini; non comanda nessuno, ma quelle organizzazioni che non esiteremmo a definire criminali in altri contesti, alla fine fermano «i flussi migratori», e allora, per esser realisti, non si può non cercare con queste un accordo. Ci vergogneremmo, se avessimo la voglia di provare a capire.

Ma poi la neve imbianca i prati sotto i monumenti più belli, e d’un tratto ovunque è magia.

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