Non vedo la notizia nelle dichiarazioni di Prodi

Sarà perché non ho mai pensato che potesse dire qualcosa di diverso da quello che ha detto, ma non ho mai messo in dubbio che Prodi potesse votare per il Pd, comunque e in ogni caso. Così come non trovo strane le sue parole sulle liste di Liberi e Uguali: dal suo punto di vista, l’unico voto utile è quello al partito di Renzi, e la sola possibilità di fare il centrosinistra che lui ha in mente è con quel partito. Dopotutto, molti fra quelli che animano le forze guidate in questa competizione da Grasso, di fare il centrosinistra col Pd non ne hanno affatto voglia. Insomma, Prodi, parlando, certifica l’ovvio.

Certo, ci sarebbe da obiettare alle parole dell’ex presidente dell’Iri che per trovare lo spirito di quel centrosinistra che negli anni a lui è capitato di guidare ci sarebbe bisogno di una di quelle sedute intorno a un tavolino a tre gambe, ma questa è un’altra storia (e non so perché mi sia venuta quest’immagine in mente. A proposito, visto che nei mesi successivi alle elezioni saremo precisamente nei giorni del quarantesimo anniversario da quel tragico epilogo, sarebbe carino se non evocaste, per l’accordo che con buone probabilità ricercherete, la necessità del «compromesso storico»). Inoltre, sappiamo anche quale idea abbiano gli attuali dirigenti del Pd dell’ultimo centrosinistra guidato dal professore; evidentemente, a lui piace il giudizio che ne danno quelli che sostiene. Un po’ come le minoranze interne che parlano di offesa, alla propria intelligenza e non solo, però rimangono lì, ventre a terra per dare braccia alle mani che li schiaffeggeranno. De gustibus non est disputandum, su quelli di Prodi come su quelli dei vari Orlando, Letta, Cuperlo, e continuate voi l’elenco.

Prodi, e non solo lui, pensa che si possa fare il centrosinistra con chi ha voluto e votato il  Jobs Act, la Buona Scuola, le trivelle libere, la tentata riforma della Costituzione «a colpi di maggioranza» (parlamentare, s’intende), una legge elettorale se possibile peggiore di quella che abbiamo ora, l’abolizione dell’Imu sulla prima casa per tutti, l’innalzamento dei limiti per l’uso del contante, la riforma delle banche popolari così com’è stata pensata, la politica dei bonus, le alleanze spericolate, la negazione della residenza e il taglio delle utenze per gli occupanti senza titolo di immobili vuoti, eccetera, eccetera, eccetera. Altri ancora no, e io fra questi.

Ma c’è un però che distingue me da alcuni di quelli a cui il leader della passata Unione si riferiva. Ed è che mentre questi ora parlano di voler fare cose che condivido, in molti fra loro ieri facevano le cose che contesto e che ho elencato. E seppure oggi la musica che suonano mi pare buona, non posso scordare quali musicisti tengono in mano gli strumenti. Un po’, provo la stessa diffidenza che provavano i fedeli verso il campanaro nella poesia di Trilussa.

Quale poesia? Si chiama La campana della chiesa, e recita così: «Che sôno a fa’? – diceva una Campana. -/ Da un po’ de tempo in qua, c’è tanta gente/ che invece d’entrà drento s’allontana./ Anticamente, appena davo un tocco/ la Chiesa era già piena;/ ma adesso ho voja a fa’ la canoffiena/ pe’ chiamà li cristiani cór patocco!/ Se l’omo che me sente nun me crede/ che diavolo dirà Dommineddio?/ Dirà ch’er sôno mio/ nun è più bono a risvejà la fede. -/ No, la raggione te la spiego io:/ je disse un angeletto/ che stava in pizzo ar tetto -/ nun dipenne da te che nun sei bona,/ ma dipenne dall’anima cristiana/ che nun se fida più de la Campana/ perché conosce quello che la sona…».

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Una risposta a Non vedo la notizia nelle dichiarazioni di Prodi

  1. Italiote scrive:

    Quella frase di Monti sulle ale estreme della sinistra non limita mica i discorsi sulla sinistra al PD ed i suoi fuoriusciti.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/03/monti-a-bersani-tagliare-ali-estreme-della-sinistra/460099/

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