Credo che mi abbiate scambiato per qualcun altro

«La tua reazione a un’ipotesi ancora non dimostrata di larghe intese è stupefacente. Anch’io avrei voluto una legge elettorale capace di darci un vincitore chiaro, una coalizione nettamente in maggioranza in seguito al verdetto delle urne, ma il farsi da parte non è la risposta». Così un caro amico in un messaggio dopo i miei post, invero rassegnati e stanchi, circa la sempre personale mia minore voglia di partecipazione attiva. Lo ringrazio per l’attenzione, però credo abbia scambiato le mie idee per qualcosa di diverso.

Insomma, io non sono affatto demoralizzato rispetto alla prospettiva di una prossima, futura, possibile, unione fra differenti partiti in Parlamento per dar vita a un governo di coalizione ampia; per chi mi avete preso? La retorica del «sapere chi ha vinto la sera stessa delle elezioni» non mi ha mai affascinato. Di più, per me le elezioni non servono nemmeno a definire vincitori e perdenti. Al contrario, esse dovrebbero essere il modo per eleggere nelle istituzioni i rappresentanti del corpo elettorale. Ed è già lì che mi fermo, ed è per questo che mi sfiducio. Vedo quello che c’è in giro, e non trovo nulla che possa rappresentarmi. Da qui la sfiducia, mica dal fatto che, dal cinque marzo in poi, deputati e senatori dovranno mettersi al lavoro per trovare la più ampia maggioranza possibile a sostegno di un esecutivo. Io credo nelle virtù del proporzionale, nelle doti del parlamentarismo e nell’indipendenza di mandato degli eletti; non è da questa prospettiva che mi sento alieno. È che, almeno a giudicare da quel che leggo, difficilmente sulla scheda troverò qualcosa o qualcuno in cui rispecchiarmi.

Poi di questo argomento non intendo parlarne più, ma se sto giungendo con ogni giorno maggiori argomenti a sostegno alla decisione di non decidere fra le forze in campo, non è per non consegnare il mio voto a una probabile unione fra partiti che si pongono al cospetto degli elettori con programmi differenti, ma perché in nessuno di questi, hic et nunc, mi riconosco. E come ho già detto altre volte, il mio non è un invito all’astensione; non mi rivolgo a nessuno che non sia io stesso e non ho soluzioni da offrire a chicchessia, me compreso.

È la presa d’atto d’una situazione che non ho la forza – né la voglia – di cambiare. Tutto qui.

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Una risposta a Credo che mi abbiate scambiato per qualcun altro

  1. Italiote scrive:

    Vale la pena provare nel caso lo aggiornino:
    https://www.openpolis.it/progetti/voi-siete-qui/

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