La passione è finita

In Quel che resta del giorno, allo statunitense Mr Lewis che aveva appena finito di spiegare, nel suo brindisi, come fosse tempo che anche la vecchia Europa si arrendesse al principio del “professionismo” pure nelle questioni della politica, non tralasciando di stigmatizzare quanto fatto da quelli che a essa si dedicavano con passione senza farne mai “mestiere”, da lui apostrofati quali «dilettanti», Lord Darlington rispose: «Ciò che voi definite come “dilettantismo”, signore, è una cosa che io credo che la gran parte dei presenti, qui, preferirebbe ancora chiamare “onore”. […] Inoltre, (proseguendo) credo di avere un’idea ben precisa di ciò che voi intendete con “professionalità”. La quale sembra indicare il raggiungimento dei propri scopi tramite l’imbroglio ed il raggiro. Significa disporre le proprie priorità sulla base dell’avidità e del vantaggio personale anziché sulla base del desiderio di vedere la bontà e la giustizia prevalere nel mondo. E se questa è la “professionalità” alla quale voi vi riferite, signore, non mi interessa granché, e non ho alcun desiderio di perseguirla».

Ricordo di aver letto lo splendido romanzo di Ishiguro oltre vent’anni fa, inserito quale supporto letterario nella parte monografica del corso di Teoretica I; memorie da un’altra vita. Complice il Nobel assegnatogli lo scorso anno, le sue pagine mi sono spesso tornate in mente in questi mesi. Alla fine, tutto s’intreccia, e quelle lo hanno fatto con i tempi che stiamo vivendo e con le questioni che vado osservando. Da lì, una sempre crescente estraneità alle cose della politica, rimanendo solo l’interesse d’una curiosità non più partecipante. A chi me ne chiede il perché, rispondo che sì, oggi la politica è professionalizzata, nel senso del mestiere, e che per quanto rimane nella possibilità dell’afflato del singolo a perderne parte, se non inserito nelle dinamiche del “funzionariato” dei partiti o aspirante tale, tutto rimane affidato alla sola passione. In me, quella è finita.

E sì, lo so che il titolo che ho scelto per questo post è il contrario di quello usato per una raccolta di discorsi e scritti di Enrico Berlinguer, tra cui quello tenuto a Padova, nel suo ultimo comizio, quando invitava ad andare «casa per casa, azienda per azienda, strada per strada». Però non posso farci niente, se oggi quello che vedo intorno è ridotto al mero realizzarsi dell’auspicio di Mr Lewis, senza più alcuna passione, né nulla che la ricordi, pur solamente da lontano. E no, non mi piace affatto, ma, come dicevo, non posso farci niente.

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica, società e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a La passione è finita

  1. Italiote scrive:

    L’unica attività “filopolitica” concepita in questo paese è davvero quella di Mr Lewis? Se ne esiste almeno uno che la pensi diversamente ed a cui dispiaccia essere l’unico costui ne troverà indubitabilmente anche altri (a condizione che si diletti a cercarli). 🙄 https://it.wikipedia.org/wiki/Spirale_del_silenzio

    Naturalmente per quanto alcuni termini abbiano più accezioni e alcune di esse prevalgano nell’uso comune certe interpretazioni le tengo presenti per non essere frainteso con chi le concepisca diversamente ma non lascio che siano gli altri a scegliere per me quelle che perosnalmente preferisco: Non è così per tutti?

    PS: Difficile “vedere intorno” qualcosa di diverso se si ha qualcosa di “meglio” da fare che recarsi alle urne per accertarsi che davvero non ci siano “dilettanti” in grado di suscitare diletto (Forma di piacere che si prova nel fare qlco. con entusiasmo, con passione o per una sensazione gradevole — Sabatini-Coletti )
    sugli scarti dei cioccolatini c’è scritto: «Non ci si può fare nulla su quello che si “vede” ma si decide dove si “guarda”.» ed ancora «Se non si vedono cioccolatini quando si guarda si può sempre camminare per vederli»

  2. Enrica Padovan scrive:

    Accidentaccio, non è giusto che persone come te lancino messaggi così deprimenti. E’ da persone intelligenti e oneste come te che mi aspetto un aiuto per trovare e trasmettere la voglia di fare. Ho sempre letto i tuoi articoli per trovare spunti di arricchimento e trasmettere idee e valutazioni ponderate ai miei nipoti. Oggi hai scritto delle cose interessantissime, ma il finale mi ha ammazzato.

  3. FRANCESCO ROMANO scrive:

    Ceri tipi di professionisti della politica – e ne abbiamo tanti – continuano a deluderci ed è questo che ci tenta di abbandonare tutto e lasciare che le cose vadano per conto loro.
    Purtroppo anche quelli che si presentano come i “dilettanti” fanno parte di questo grande teatro con attribuzione di ruoli: sono i professionisti del dilettantismo, e non è un ossimoro. Recitano una parte in commedia anche loro.
    Dove è la “passione” che ci ha animato da giovani? quella passione che ci illudeva di trovare nella sinistra l’interprete di un progetto di libertà e di democrazia? Quella passione per la quale si andava in piazza a manifestare per Cuba, e si passava una notte in guardina? Quella passione che ci faceva discutere tra socialisti e comunisti, in tempi diversi, nel rispetto reciproco ma con la fermezza di chi non transige sugli ideali e sui valori. Quella passione che non esiste più oggi, perchè non c’è chi sappia suscitarla, nè progetto che sappia attirarla. Ne sono una dimostrazione i giovani, i quali in maggioranza non lottano e non lotterebbero per la democrazia, non si ribellano alla “disoccupazione” – ma su questo aprirei un altro tema … – ma forse protesterebbero se chiudessero le discoteche o venissero proibiti i concerti pop. (E la decisione di introdurre i telefonini “regolamentati” nelle aule è una conferma). Solo chi ha coltivato speranze può deludersi.

Lascia un commento