Che noia il voto utile (e con quali motivazioni volgari)

10La tentazione di dire che il voto agli altri non serva assolutamente a nulla, il Pd, si potrebbe dire, ce l’ha nei cromosomi. Da quelle prime elezioni in cui comparve come nuovo soggetto politico, e che lo videro più pronto a rintuzzare la formazione allora guidata da Bertinotti che a sfidare in campo aperto, e pieno, il rivale d’elezione, Berlusconi, fino a oggi, la musica pare non essere affatto cambiata. Per i vertici del Nazareno, il tema non è votare loro perché sono il meglio dell’offerta politica. Al contrario, per essi è importante che non si voti ciò che c’è a sinistra oltre all’offerta che presentano. Una tristezza e una noia infinita. E con motivazioni che non di rado sfociano in una volgarità che si pensava appannaggio di dirigenti politici d’altri partiti.

Prendiamo l’ultimo affondo di Renzi sul tema. Dalla Gruber lunedì sera, ha detto: «ogni voto alla sinistra radicale fa scattare il seggio a Salvini, non alla Boldrini». Che stile, davvero. In una frase, non solo ha riciclato l’annoso tema del «votate noi, se no vincono quelli cattivi», ma ha pure velatamente fatto passare l’idea che il progetto della sinistra alla sua sinistra, in sostanza, non sia altro che quello di far «scattare» qualche seggio per alcuni dirigenti e personalità di primo piano. Ora, a me, del seggio della Boldrini, come di quello di Salvini o di Renzi, interessa meno di niente. Però è emblematica la scelta di parole che il leader pressoché unico del Pd (i dati del congresso e dei voti in direzione questo dicono) ha fatto per porre la questione. Termini non dissimili da quelli che altre volte ha usato, per giunta, dai «senatori che perdono tempo per non perdere la poltrona» in poi. Vocaboli e pensieri, in definitiva, presi a piene mani dal gergo e dal frasario di quei «populisti» e «demagoghi» di cui allo stesso tempo, lui e il suo partito, si vorrebbero alternativi.

In fin dei conti, forse la mia poca voglia di approfondire i risvolti di una campagna elettorale che nasce da auspici simili è anche la conseguenza del peculiare modo di condurla. Nel merito, perché non è affatto scontato che siano i voti dati alla lista di Liberi e Uguali a indebolire il Pd e a far vincere la destra e non invece il contrario, e nel metodo, perché di inutili giaculatorie di quelli che decantano miracoli economici e occupazionali temendo, al contempo, di non vincere le elezioni, assurdamente, direi, se mai quei prodigi davvero ci fossero realmente.

Ma così vanno di questi tempi le cose di quel mondo.

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Una risposta a Che noia il voto utile (e con quali motivazioni volgari)

  1. Italiote scrive:

    Alcuni sistemi elettorali sono concepiti per forzare le persone al voto utile (o voto strategico) per rispondere a concezioni di governance ascrivibili ad una impostazione culturale che fin troppo spesso accomuna anche cittadini politicamente agli antipodi.

    Chi intende votare dovrà comunque stabilire in che proporzione il rosatellum possa costringere a tali dinamiche.

    http://formiche.net/2017/10/13/vincera-perdera-rosatellum-bis/
    http://www.quotidiano.net/politica/rosatellum-collegi-1.3558494

    Nonostante la legge non sia “intuiva e lineare” e si prospettano ricorsi volti ad appurarne l’effettiva costituzionalità.

    Nel caso si ravviseranno nuovamente profili di _manifesta_ incostituzionalità dopo le prossime elezioni potremo anche chiederci quanto tempo ancora ci vorrà affinché le anomalie diventino prassi.

    PS: Le soglie di sbarramento nei collegi plurinominali sono molto alte [formula di Lijphart soglia =75%/(seggi+1)] cioè dall’8% al 15% (riferite al range di 4-8 seggi)

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