La misura delle idee

«Il fascismo, di cui Mazzolari seppe cogliere fin dagli esordi i rischi incombenti, rappresentò per il parroco di Bozzolo l’occasione di una più acuta percezione del valore della libertà. In una lettera del 1922 a don Guido Astori esprimeva con estrema chiarezza le sue preoccupazioni: “Noi cristiani siamo stati sconfitti. Il paganesimo ritorna, ci fa la carezza e pochi ne sentono la vergogna”. Sono parole forti, che trovano un’eco in quelle che, nella stessa stagione e con la stessa intuizione, pronunziava padre Giulio Bevilacqua, padre filippino dell’oratorio della Pace di Brescia, allorché, di fronte alla distruzione della tipografia del giornale cattolico ‘Il cittadino’ di Brescia, fondato da Giorgio Montini, e all’irruzione fascista nei locali dell’Oratorio della Pace proprio per cercare padre Bevilacqua, scriveva ai suoi aggressori: “Sono più solo di quanto crediate, ma non per questo vi temo. Io so che le idee valgono per quello che costano, non per quello che rendono”»

La lunga citazione all’inizio è tratta dal testo di Mino Martinazzoli, Uno spirito che rischiara il cammino dei viandanti inquieti (in Mazzolari. Nella storia della Chiesa e della società italiana del Novecento, a cura di Arturo Chiodi, Milano, 2003, p. 238) sulla figura del presbitero e partigiano cremonese. E apre il primo post, diciamo così, in prosa di questo blog per l’anno appena cominciato perché credo che quelle di padre Bevilacqua lì ricordate ritengo siano le parole migliori un po’ per tutti gli argomenti che qui spesso vengono affrontati: «so che le idee valgono per quello che costano, non per quello che rendono».

In un’epoca in cui quelle, le idee, le si vede cambiare spesso nelle dimostrazioni di quanti se ne fanno interpreti e difensori, l’unico modo per provare a cercare le necessarie coordinate necessarie a orientarsi fra le normali e non di rado opportune maturazioni del pensiero dei singoli e i repentini e funambolici tornanti che con le parole cercano di fare i tanti che si trovano in un momento a sostenere il contrario di quanto per anni hanno spiegato, è misurare come questi mutamenti di pensieri, opinioni e visioni abbiano influito sulla vita dei loro portatori.

Si capirà così il valore intrinseco di un’idea, ché se viene scambiata con leggerezza, vuol dire che tanto forse non ne aveva nemmeno quando veniva difesa, ma pure la consistenza dei suoi interpreti, più o meno occasionali o temporanei. Perché di fronte a un rendimento alto, il dubbio che non sia stata la convinzione a muovere è parimenti elevato; di contro, se nell’eventuale modificazione di un punto di vista l’interessato non trae per sé alcun utile, inteso proprio nel senso veniale, quella stessa diffidenza di approccio ha forse meno ragioni per spiegarsi.

Insomma, parlo di un metro, nulla di più, niente di meno.

 

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Una risposta a La misura delle idee

  1. Italiote scrive:

    In un villaggio viveva un pastorello che di notte doveva fare la guardia alle pecore di suo padre. Si annoiava e quindi, decise di fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciò a gridare: “Al lupo, al lupo!” Così tutti si svegliarono e accorsero per aiutarlo. Ma il pastore burlone rivelò loro che era uno scherzo.

    Questo scherzo continuò per parecchi giorni, fino ad una notte in cui un lupo venne veramente. Il pastore cominciò a gridare: “Al lupo, al lupo!”, ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo.

    Così il lupo divorò tutte le pecore.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Al_lupo!_Al_lupo!

    Nel mondo reale l’esistenza del lupo è indipendente dalla reputazione del pastorello ma nel “mondo delle idee” la realtà può venire meno.

    Un metro che non misuri le idee può anche contemplare argomenti “ad hominem” per valutare l’abilità praticamente dimostrata da chi si proporrebbe di sostenerle (specie in una democrazia rappresentativa).

    Sarebbe fuorviante invece valutare un’idea sulla base di qualche caratteristica che ad essa non appartiene ma è una possibilità che capita quando si hanno difficoltà nel determinarne razionalmente l’effettivo valore.

    Lontani dal “mondo delle idee” non solo queste non sempre dimostrano i benefici loro originariamente attribuiti ma non sempre le informazioni ed i dati necessari sono agevolmente disponibili https://en.wikipedia.org/wiki/Wicked_problem

    PS: Giacche i “metri”sono unità di “misura relativa” non eliminano la possibilità di immunizzazione cognitiva o dei epifenomeni correlati.

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