Sempre più appare stanca ritualità, inutile giaculatoria

Quel nome promettente, quelle tante volte in cui ci hanno ripetuto che, pur con tutti i suoi limiti, è la migliore delle altre, quegli spazi di partecipazione e rappresentanza che, anche nella peggiore delle sue interpretazioni possibili, in ogni caso lascia; insomma, non c’è dubbio che la democrazia abbia capacità di generazione delle aspettative che non di rado scontano una realtà, per forza di cose, differente e più modesta.

Però – e so quanto sia pericoloso il sentiero su mi sto arrischiando – oggi quella grande promessa sembra sempre più un insieme di riti a cui ci si avvicina con stanchezza e noia, nonostante le altisonanti invocazioni di rispetto della volontà popolare e le rassicurazioni sul necessario coinvolgimento dei cittadini ai processi decisionali. Gli stessi cittadini che, se interrogati, in tutti i modi rispondono fuorché confermando di sentirsi parte o semplicemente rispecchiati dalle istituzioni e nei processi che, col loro voto, contribuiscono a legittimare. Ed è in quello, io credo, il limite e il peccato maggiore del sistema che ancora con il nome che i greci antichi gli diedero continuiamo a chiamare.

Come se ne esce? Non ne ho idea. Di certo, credo che sia, fra le tante ideologie che hanno guidato l’associarsi fra gli uomini e il loro darsi governo, quello che, tutto sommato, presenta i rischi minori. Eppure, secoli di applicazione pratica non hanno saputo smentire quel sapore amaro di fondo che ogni singolo individuo prova quando, avvicinandosi all’urna, spera di contribuire a decidere qualcosa ma teme d’esser smentito dal misero valore che ha il suo voto nella marea dei suoi pari conteggiati come elettori.

Quanto sarebbe bello in un qualsiasi sistema statuale potersi sentire, realmente partecipe fra gli altri, «quel singolo», e non quale epitaffio ultimo, per quanto incredibilmente illuminante e esaustivo, come sulla sua pietra lo volle l’ancor troppo giovane spentosi autore de La malattia mortale.

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Una risposta a Sempre più appare stanca ritualità, inutile giaculatoria

  1. Italiote scrive:

    Quando si parla di democrazia si parla del popolo chiamato a contestualizzarla:

    È un sentiero pericoloso deresponsabilizzarsi spostando la colpa sullo specchio in cui ci si guarda

    E non è che l’astensionista realmente impedisce che la propria immagine sia riflessa come desidera certa mistificazione.

    PS: Ironia vuole che lo specchio vedendosi puntare il dito contro di rimando abbia la facoltà di “riflettere” e di chiarire l’equivoco con un gesto adattandosi alle capacità espressive dell’alter-ego “in carne ed ossa”.

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