I fascisti menano

La solidarietà al giornalista Daniele Piervincenzi e all’operatore Edoardo Anselmi, della trasmissione Nemo – Nessuno Escluso, è il minimo democratico. La denuncia del comportamento criminale dell’energumeno osteinese è un dovere civico. La repressione del reato è compito delle istituzioni. L’analisi dei fenomeni di fascismo che quotidianamente vediamo crescere intorno a noi, e la ricerca dei motivi e delle cause da eliminare, è quello che dovrebbe fare la politica, tutta, in un Paese sinceramente democratico.

Perché i fascisti menano. Un giornalista che fa il proprio mestiere in un quartiere della capitale o un immigrato che fa il suo per le vie della medesima città; non c’è differenza. Per tacitare chi cerca di raccontare i fatti o per affermare una razzistica supremazia sugli spazi, il fascista agisce sempre allo stesso modo: picchiando. Ecco perché vorrei la polizia in assetto antisommossa schierata alla ricerca di questi violenti interpreti di storie drammatiche e pericolose, con gli stessi idranti, scudi e manganelli che solitamente vediamo loro in mano quando si tratta di sgomberare un centro sociale, garantire gli interessi privati in opere pubbliche o cacciare quanti son già stati cacciati da tutto e da tutti, e vorrei sapere di istituzioni e partiti intenti a studiare e provare a capire sul serio quel che accade.

Il rischio, se lo Stato non si fa forte per fermare la violenza e se la politica (e la cultura, e la scuola, e gli intellettuali) non s’impegna davvero a capire il perché avviene quel che abbiamo davanti, è che qualcuno possa arrendersi davanti a ciò che vede e altri siano indotti a pensare che l’unico modo per resistervi sia quello di organizzarsi in proprio per dare risposte pari all’offesa.

E in tutti e due i casi, la situazione non è rassicurante.

256 Visite totali, 1 visite odierne

Questa voce è stata pubblicata in libertà di espressione, politica, società e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a I fascisti menano

  1. Italiote scrive:

    L’impegno dovrebbe essere innanzitutto pedagogico per prevenire comportamenti disadattativi di qualunque tipo prima che diventino estremamente difficoltosi da correggere…

    Bisogna dunque chiedersi se si faccia a già sufficienza per prevenire comportamenti disadattativi prima che si manifestino con eclatante gravità e siano inaccettabili gli attuali costi sociali in assenza di maggiori investimenti in politiche di prevenzione.

    Allora ci sarebbe si potrebbe constatare quanti siano portati a ragionare come li imprenditori che decidano di mandare al macero prodotti in “difetto di conformità” piuttosto che investire per migliorare “l’efficienza di produzione” (pur trattandosi di vite umane)

    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    Il “pieno sviluppo della persona umana” è un temine troppo vago per non suscitare tante accezioni quante sono le “weltanschauung” ma bisogna focalizzarsi sulle comuni sinergie che consentono il pieno sviluppo come collettività (del “tipo di collettività” in assenza del quale l’individuo sarebbe privato di possibilità di crescita)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *