Altrimenti, è soltanto aritmetica

«Renzi ha aperto alla coalizione, perché non andate a vedere le sue carte? Volete regalare il Paese alle destre?», chiede Monica Guerzoni a Roberto Speranza per il Corriere della Sera in edicola ieri. E l’esponente di Mdp risponde: «Apertura mi sembra una parola generosa. Il Pd non sarà mai il nostro nemico. Ma le alleanze si fanno sulla linea politica e le fratture sono state troppe. Il Jobs act ha aumentato la precarietà, la Buona scuola ci ha messo contro insegnanti e studenti, al posto degli investimenti si sono scelte le regalie fiscali e invece della rivoluzione ecologica sono spuntate le trivelle. Se si mette al centro una reale discontinuità sono disposto a confrontarmi con tutti».

Ora, si potrebbe chiedere a Speranza dove sia stato fino al giorno in cui ha scoperto tutte le cose che dice, ma sarebbe un esercizio inutile; perché, dov’è stato, lo sappiamo e perché, alla fine, il saperlo non inficia le ragioni che ha nel dire ciò che dice. Potremmo, semmai, aggiungerci altre scelte che il Pd ha fatto è che rendono  superflua e fuori bersaglio l’accusa di voler «regalare il Paese alle destre», come scrive la Guerzoni, per la semplice considerazione che quel regalo, nelle politiche attuate, è già stato fatto. Perché era la destra a voler abolire l’articolo 18 o a prevedere la chiamata diretta dei presidi, come ricorda Speranza, è la destra a intendere le questioni sociali in chiave esclusivamente securitaria, a volere il pugno forte contro i poveri nei centri storici e a chiedere l’uso della forza per scacciare migranti e profughi, e sarebbe stata la destra a cercare accordi con quantomeno discutibili rais libici per fermare i disperati della terra lontano dalle telecamere. Solo che tutte quelle cose, insieme alle altre che venivano ricordate nell’intervista citata, le ha fatte il Pd. E siccome non credo che quella stessa forza politica possa intraprendere un percorso volto a smentire la sua azione immediatamente precedente, non capisco su che basi quelli che questa hanno avversato possano trovare argomenti per definire un’alleanza.

Perché il punto è politico, nel senso che è incentrato sulle cose che si vogliono fare e sul come si intende farle. Il resto, la somma di Pd più Mdp, più Sel (o comunque si chiami ora),  più Possibile, più Montanari e Falcone (ma può un movimento di sinistra chiamarsi con due cognomi?), più Campo Progressista di Pisapia (ché i buoni borghesi ci tengono alle targhette in ottone sui citofoni), più chiunque voi vogliate aggiungervi, sarebbe solo aritmetica. E a me interessa la politica, non i conti che in questa fanno quelli che su di essa devono contare per vivere.

Varia ed eventuale. A pensarci bene, ha ragione Speranza pure quando dice che non si può aspettare la fine della telenovela sul Pisapia leader. Anzi, sarebbe il tempo che lui stesso pensasse a farsi avanti. È più giovane e più nuovo di Renzi, tanto da smontargli la retorica sulla necessità del rinnovamento, ed è più meridionale di Di Maio, al punto da mettere in crisi quell’allure di rappresentante delle aree e delle fasce di popolazione più disagiate che il pentastellato si sta costruendo addosso. E poi, di entrambi molto probabilmente è più preparato, persino nella conoscenza dell’inglese. Certo, uno come me potrebbe rispondergli di cercare nei luoghi dove ha trascorso i tepori dell’estate riparo ai rigori dell’inverno, e uno come lui non avrebbe difficoltà a cogliere il senso della risposta, ma non è escluso che, per il resto e per gli altri, come candidatura possa funzionare.

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Una risposta a Altrimenti, è soltanto aritmetica

  1. Italiote scrive:

    Gli elettori della destra chiamata destra e quelli della destra chiamata sinistra sono più della maggioranza dei votanti.

    Costoro rappresentati dall’egemonia culturale cosa mai intenderebbero fare restando divisi: l’alternanza del pensiero unico?

    Chi è in minoranza taccia ogni speranza che ciò che non è disciplina sarà additato come trasformismo.

    Vuolsi coì colà dove si puote: se ci sono troppi chef il menu d’asporto non riuscirebbe bene.

    Ma che fortunati che siamo a non riuscire immaginare politiche più a destra di quelle odierne! 😛

    PS: Poi se agli astenuti venisse voglia di votare in tale situazione, invece di fare l’inverno dove hanno fatto l’estate, potremmo trovarci ad ammettere che questo paese si sia trovato più a sinistra di quanto sarebbe dovuto essere.

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