Quel giorno potrei avere judo

«Eh», dice, «ma se ti astieni diventi parte attiva dello scontento». Mi piace la definizione, «parte attiva dello scontento», ma non la ritengo calzante al caso. La critica, che il mio amico mi rivolge dopo aver letto il post di ieri, la vedo distante dalle mie sensazioni. O forse ha ragione, ma non vedo motivi per cambiare questo pensiero di rinuncia sempre più stringente. Perché? Beh, perché no?

Anzi, per usare immeritatamente parole più grandi di me, facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che io mi recassi alle urne. E magari dessi il mio consenso a una lista della sinistra unitaria che prendesse, perché sono ottimista, il 10, ma sì, esageriamo, il 12 per cento. Io ne sarei felice, se quei voti potessero rimanere scevri dalle ipoteche del “governismo” e si ritagliassero scenari e opzioni di rappresentanza (ché è in questo senso che io sono proporzionalista). Ma se, come potrebbe accadere, il Pd conquistasse il 30 per cento dei consensi (e non so, al momento, quale delle due ipotesi sia meno probabile), i difensori del verbo della necessità della dimensione esecutiva, in virtù della legge che c’è, cosa pensate che farebbero? A cosa li condurrebbero le ansie da “responsabilisti”? A cercare un’improbabile intesa con quelli che, per regione esistenziale, si sottrarrebbero comunque alle alleanze o fra le braccia del novello Rieccolo della politica italiano, con tanto di contorno in salsa alfaniana e una spruzza di profumo al tabacco verdiniano? «Eh», di nuovo, «ma così ti deresponsabilizzi». Può essere, ma che cambierebbe se mi responsabilizzassi?

Probabilmente avrebbero ragione loro, non lo metto in discussione; ma se quell’alleanza governativa si avesse, io non mi riconoscerei più nel voto espresso, come ora non mi riconosco più in quello dato nel 2013. Come Bartleby, pur senza meritarne le altezze, avrei preferenza di no. E lo so che se tutti facessero così, nulla cambierebbe perché tanto a contare sarebbero solamente i voti validamente espressi. Certo, certo. Però, che ci posso fare? Anche qualora mi convincessi, e non è detto che non possa accadere, a niente varrebbe il mio impegno come a poco meno di quello è valso finora.

Grazie davvero per l’invito, ma quel giorno potrei avere judo.

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