Però, ai vinti, qualcosa da dire dovreste trovarla

Trump? Populista, off course. Le Pen? Populista, ça va sans dire. Grillo? Populista, belin. E non sto dicendo che non lo siano; sto dicendo che non basta dirlo. O meglio, che non basta dire quello, che è ovvietà, per risolvere il problema di quanti a quelle parole continuano a prestare orecchio e a rivolgere le loro richieste d’attenzione. Di sbagliato, ma è solo un’ipotesi, credo ci sia il fatto che quelle che chiamiamo forze dell’establishment non abbiano nulla, o non vogliano avere nulla, da dire ai vinti, a quelli che hanno perso qualcosa, a quanti ci stanno rimettendo.

E lo so che i perdenti veri sono altri, non il ceto medio impoverito. Ma voi neppure a quegli altri parlate. Di più, senza interessarvi seriamente dei poveri veri, ignorate anche quanti prima stavano bene e ora si sentono sconfitti in quella competizione globale che avete osannato come destino e che oggi vuole i loro figli più poveri dei nonni e gli stessi padri in forti difficoltà per aver dovuto rinunciare alle sicurezze che credevano acquisite per sempre. Mettetevi per un attimo nei panni di chi aveva un lavoro che gli permetteva di avere un reddito, per dirla con le parole della nostra Costituzione, «sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa» e che adesso combatte per una pensione sempre spostata in avanti e vede i giovani dibattersi fra mille precarietà che non fanno uno stipendio. Alla sua domanda di certezze, voi gli rispondente che il caos che ha davanti è il futuro a cui there is no alternative, e che quella realtà a cui si oppone it’s the economy, stupid! Come credete che si senta?

Ecco perché cerca nella demagogia di chi gli promette una sicurezza che non può assicurare sotto forma di protezioni che non saprà come proteggere le risposte che voi non date più. Le democrazie occidentali offrivano la libertà che i regimi di prima o di altri luoghi negavano, certo, ma al contempo davano per sicure alcune garanzie irrinunciabili. Fra queste, quella di un lavoro per pagarsi una vita decente, quella di poter andare in pensione a un’età accettabile, quella d’esser curato e farsi un’istruzione, quella di poter contare su uno Stato che non lo lasciasse solo dicendogli «arrangiati» contro il resto del mondo.

A queste persone qui, avete, anzi, abbiamo qualcosa da dire?

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