La ragione di Piero

Ne dovevano succedere di cose sotto la volta del cielo perché io ritornassi a dar ragione a Fassino. Perché, per onestà, devo dire che più volte mi son trovato d’accordo con lui negli anni passati. Non sulle basi della nascita del Pd, a cui infatti, in quella fase, non aderii, non su alcune scelte strategiche come il Tav in Val di Susa, che io ancora ritengo un errore, non sul sostegno a Renzi, perché è dal suo Pd che sono andato via. Ma ai tempi in cui tutti si era contro Berlusconi e i berlusconiani, prima che con l’uno o con gli altri ci facessero tre volte il governo, diciamo, spesso m’è capitato di condividere la sue parole. Allo stesso modo, dicevo, è accaduto nei giorni scorsi.

Ha detto l’ex sindaco di Torino in un’intervista a la Repubblica dello scorso 5 febbraio: «Sono stato per sette anni segretario dei Ds, so cos’è il valore dell’unità. Non ha senso fare una scissione, creare un partito della sinistra, che dovrebbe poi fare cosa? Certamente non potrebbe allearsi con il Pd che ha spaccato. Lo dico a D’Alema e alla minoranza dem». E Piero ha ragione. Forse non del tutto il Fassino politico, ma l’uomo, nella sua coerenza, sì. Se rompi con un partito, dice, è perché non ne condividi le posizioni e le scelte; come puoi dopo allerti con esso? Sarebbe come se uno che magari si candidi alla guida di una forza politica (qualcuno ha detto «Emiliano»?) dicesse che l’attuale leader «non si dimette perché ha soldati e salmerie da collocare», ma si dichiarasse al contempo pronto a «collaborare e sostenerlo» nel caso questo vincesse. «Collaborare e sostenerlo» nel far cosa? A «collocare» quei «soldati» e quelle  «salmerie» di cui parlava?

Ecco perché Fassino ha ragione su quelli come D’Alema o Emiliano. Perché se rompi dicendo quello che dici del partito da cui ti allontani e di chi ne determina la politica, poi non ti puoi alleare come se nulla fosse. Insomma, per dirla con un esempio personale, io me ne sono andato dal Pd perché non ne condividevo, e non ne condivido, scelte e decisioni. Ora, che senso avrebbe collaborare a un progetto che, come fine, si ponesse quello, comunque, di stare col Pd? A quel punto, sarei rimasto nel Pd, non vi pare?

E poi si sa, le profezie di Piero portano bene. Ma questa è un’altra storia.

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