Né tabù, né totem

“Voi che vi dite di sinistra, ma avete solo teorie massimaliste, dovreste smetterla di vivere il governo come un tabù”. “Beh, potrei dire che voi che vi dite riformisti, ma agite solo con pratiche dorotee, dovreste smettere di considerarlo un totem”.

Come in tanti avranno avuto modo di sperimentare, la discussione sulle due anime della sinistra è anche spesso oziosa, quando non inutile e ripetitiva. Mi è accaduto ancora alcuni giorni fa, e di nuovo mi sono ritrovato a ripetere che, a mio giudizio, il discrimine fra l’una o l’altra parte politica non passa affatto attraverso la maggiore o minore considerazione che si ha del potere esecutivo. Conosco convinti liberali intenti a pensare solo alla rappresentanza, ignorando il resto, e osservanti marxisti votati al culto della governabilità, totalmente disinteressati ad altri aspetti.

Però, la politica è tutte e due le cose, e non c’entrano in questo le distinzioni tra destra e la sinistra, figuriamoci quelle fra i vari modi dell’una o dell’altra parte. Perché la rappresentanza senza governo nemmeno quale prospettiva rischia di essere velleitaria, ma la governabilità senza la corrispondenza a un corpo sociale di riferimento, si espone al pericolo di farsi puro tecnicismo, potenzialmente dispotico, sicuramente oligarchico.

Da un lato, l’idea che possa esserci un governo-totem a cui sacrificare ideologie, visioni e differenze, offre il destro alla considerazione che alcune scelte siano verità ipostatizzate, che non vadano politicamente discusse o interpretate, men che meno valutate e decise, perché sono così in quanto “non ci sono alternative”.

Dall’altro, il pensiero che ci sia un governo-tabù, da evitare per non correre il rischio di corrompere le proprie convinzioni nella quotidiana pratica del fare le cose mediando fra quel che si vuole e ciò che si può, dà la stura a tutta una serie di esercizi inutili sul piano degli effetti politici reali.

Ecco, il problema che io vedo è che da questa diade stringente non ne usciamo se non rifiutandone interamente lo schema. Chi vuole costringerci a pensare che la politica si interpreti solo in quei due modi, lo fa per scoraggiarci dal ricercare un diverso modo possibile di farla.

È l’interesse della conservazione che informa e sostiene quella visione claustrofobica, e solo attraverso l’apertura delle porte delle possibilità che può entrare l’aria necessaria a gonfiare le vele e spingere nella navigazione verso il cambiamento. Quello vero.

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3 risposte a Né tabù, né totem

  1. Fabrizio scrive:

    Chi ha detto che Il Colui che sta governando “ e’ il meno peggio” e’ bene che si renda conto e prenda atto , senza se e senza ma , (ditta, sono stato eletto ,e’ la mia casa e dove sono cresciuto ), di ciò che sta avvenendo e di che cosa avverrà “se non viene stoppato”.
    Il meno peggio ci sta portando al peggio del peggio! Non fantascienza ma realtà di un triangolo Renzi -Verdini –Berlusconi “apocalittico”.
    Ricordare per Non dimenticare che persino “ la natura” , da sette anni a questa parte, si sta ribellando al Ns. Paese!
    Il nostro paese va male perché non c’é Coerenza!
    Coerenza e’ un Diritto e Dovere di modo e metodo di vivere! di rappresentare !Coerenza nel rispetto della Legalità e Trasparenza!essere “garantisti “con coerenza culturale, sociale e politica!
    Un rappresentante politico istituzionale deve garantire disciplina etica-comportamentale!al di sopra di ogni pregiudizio e qualsiasi parte!
    Per lo più un rappresentante politico governativo , che ha giurato “fedeltà e rispetto” alla nostra Costituzione ha il “Dovere e Non Diritto” di fare tutto ciò che e’ bene per il paese e il popolo italiano!
    Alle riforme occorrono tempi e metodi! se facciamo di fretta si rischia un arrosto ancora più grave di quanto fatto negli ultimi vent’anni!
    Il tempo giusto , con i relativi metodi” forme e contenuti” , e’ quello che ha sussurrato un’opinionista a sky ! occorrono 100 mesi ! alla Germania ci sono voluti 60 mesi perché in parte già predisposta!

  2. Fabrizio scrive:

    A proposito di tabu’ e totem possiamo e dobbiamo prendere atto che il Colui che ci sta governando , ogni volta che si reca all’estero , ne fa arma mediatica “megalomania autocelebrativa”.
    Basta con i piagnestei ; basta con i tecnocrati, b

  3. Fabrizio scrive:

    Per continuare e concludere ,il dato di fatto e’ che il Colui “megalomane autocelebratore” crea totem e tabu’ per i propri usi e consumi.
    Un Premier ha il diritto di fare viaggi internazionali ma ha il DovereSacrosanto
    di non parlare male, ma di essere orgoglioso e fiero, del Ns.Sistema Paese Italia.
    E’ inaccettabile istituzionalmente,civilmente e democraticamente parlando,che si prenda tutta la liberta’ e autodiritto di esprimersi come gli conviene.
    Noi popolo italiano dobbiamo renderci conto che il megalomane e’ l’incarnazione del tecnocrate, del burocrate, del colui che crea padule e confusione per ragion voluta.

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